“Potent neutralizing antibodies directed to multiple epitopes on SARS-CoV-2 spike” è il titolo della ricerca pubblicata su Nature, una delle ricerche scientifiche più importanti. Che cosa dice questa ricerca? Che dallo studio del plasma di cinque pazienti gravi con Covid-19 sono stati individuati e isolati ben 61 anticorpi neutralizzanti. E che nove di questi sono risultati di una potenza definita “straordinaria” dal team internazionale di ricerca. Sembrano essere i più efficaci finora identificati nel bloccare il coronavirus SARS-CoV-2 quando infetta un corpo umano.
Si tratta di una scoperta eccezionale nell’ottica del contrasto alla Covid-19, l’infezione provocata dal SARS-CoV-2, dato che grazie a queste “super immunoglobuline” si aprono le porte per nuovi, promettenti farmaci e vaccini. I noti anticorpi monoclonali utilizzati contro un gran numero di patologie, del resto, non sono altro che immunoglobuline ingegnerizzate in laboratorio (semi-sintetiche), “copie” artificiali dei super anticorpi (che non hanno tutti i guariti nel loro plasma) che è possibile poi produrre in massa (cosa che limita gli anticorpi naturali ottenuti dal plasma dei guariti). Quindi, avere come base da copiare i più potenti anticorpi neutralizzanti anti Covid-19 permetterà di avere grandi quantità di “armi” potenzialmente in grado di prevenire e trattare la malattia. Di qui l’importanza della scoperta pubblicata da Nature.
Chi è che l’ha fatta? A scoprire gli anticorpi è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati del Vagelos College of Physicians and Surgeons dell’Università Columbia di New York, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dana-Farber Cancer Institute dell’Università di Harvard; del Vaccine Research Center presso i National Institutes of Health (NIH); della Facoltà di Medicina “Li Ka Shing” dell’Università di Hong Kong e di altri istituti.
Gli scienziati sono stati coordinati da Lawrence Shapiro e David D. Ho, membri dell’Aaron Diamond AIDS Research Center della Columbia.
Il team ha isolato le immunoglobuline dal sangue di cinque pazienti ricoverati con una forma grave della Covid-19. In totale, come detto, sono stati identificati ben 61 anticorpi monoclonali neutralizzanti, 19 dei quali in grado di distruggere efficacemente il coronavirus SARS-CoV-2 in provetta. Fra questo gruppo di immunoglobuline, 9 hanno mostrato una “potenza straordinaria”, come sottolineato dai ricercatori nell’abstract del proprio studio. Killer del virus a concentrazioni bassissime, da 0.7 a 9 ng/mL.
I diversi anticorpi a elevata immunogenicità colpiscono tutti specifici siti della proteina S o Spike, quella che il coronavirus sfrutta per legarsi al recettore ACE2 delle cellule umane, rompere la parete cellulare, inserire all’interno l’RNA virale e dare il via al processo di replicazione, che scatena l’infezione (Covid-19). Distruggendo la proteina S, questi super anticorpi impediscono al virus di agganciarsi alle cellule umane e dunque lo neutralizzano. Diventa un virus “senza denti” e quindi incapace di mordere. Al momento la sperimentazione degli anticorpi è stata condotta solo nella fase pre-clinica, ma ci sono tutte le premesse per poter presto passare ai primi test sull’uomo.
