Dipende dalla flora batterica contenuta nelle urine: lo dimostra un nuovo studio.

 

 

Al congresso della European Association of Urology, quest’anno svoltosi virtualmente causa Covid, è stato presentato uno studio che dimostra che nell’urina delle donne in trattamento con terapia ormonale post menopausa abbonda una gran quantità di batteri benefici, che creano le condizioni per sfavorire le infezioni urinarie.

Più della metà delle donne, infatti, sperimenta almeno una volte nella vita una di queste infezioni, con una probabilità otto volte superiore a quella degli uomini.

Ricercatori dell’Università del Texas hanno raccolto e analizzato il Dna dei batteri in 75 donne in post menopausa, dividendole in tre gruppi: un terzo quelle che non avevano mai avuto infezioni del tratto urinario; altre 25 che avevano avuto ricorrenti infezioni (almeno tre all’anno) e le restanti che avevano ancora in corso la malattia.

L’analisi del Dna ha mostrato sue cose: prima di tutto le donne con ricorrenti infezioni avevano un minor numero di tipi di batteri nelle urine, dieci volte meno; 34 soggetti in terapia ormonale avevano diversi tipi di batteri Lactobacillus, specialmente quelle che assumevano ormoni con cerotti o per via orale rispetto alla crema vaginale.

Lactobacillus esercitano una funzione protettiva nella vagina, che si estende al tratto urogenitale. Le persone in terapia ormonale potrebbero quindi fare a meno degli antibiotici, se lo studio sarà confermato in una popolazione più ampia.

 

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