Intervista a Stefano Lello, Segretario Società Italiana Ginecologia Terza Età – SIGITE.
Quale è il modo migliore per arrivare preparate alla menopausa?
La menopausa è un periodo fisiologico della vita delle donne, dovuto all’esaurimento della attività e del numero dei follicoli dell’ovaio, con conseguente riduzione dei livelli degli ormoni femminili per eccellenza, cioè gli estrogeni. Da ciò deriva che, come fenomeno fisiologico, la menopausa non debba essere pensata e vissuta come una patologia. D’altra parte, è vero che la menopausa può comportare una serie di cambiamenti che possono sfociare in una alterazione importante della qualità della vita e/o dello stato di salute della donna.
Le famose vampate di calore, le cosiddette “caldane”, possono disturbare molto le persone che ne vengano colpite. Basti pensare ad una donna che presenta 10-20 vampate al giorno per comprenderne il disagio, oltre al fatto che le vampate e le sudorazioni sono in grado di interrompere il sonno più volte durante la notte, con il risultato di ridurre il ruolo ristoratore delle ore notturne.
Ciò può accadere anche per periodi piuttosto lunghi, nell’ordine di alcuni anni. Inoltre, la carenza di estrogeni comporta altri problemi come la secchezza vaginale (con relativi possibili problemi con il partner), i disturbi del tono dell’umore, il rischio di sviluppare un’osteoporosi o malattie cardiovascolari. Certamente, è necessario considerare che esistono rimedi efficaci, prima di tutto la terapia ormonale sostitutiva, la cosiddetta TOS, che, negli ultimi anni, ha offerto formulazioni sempre più “leggere”, efficaci e, soprattutto, sicure.
E poi, per chi non può fare o non vuole la TOS, esistono terapie non ormonali che, pur non avendo un’efficacia paragonabile alla TOS, possono aiutare le donne in menopausa che hanno disturbi. In sintesi, direi che bisogna essere consapevoli di cosa sia la menopausa e di come possa essere affrontata.
Questo aiuta a vivere serenamente questo periodo o, utilizzando una frase che mi piace condividere con le mie pazienti: “Vivere attivamente la menopausa!”. Risulta evidente come il ginecologo debba essere una figura centrale, come “medico della donna”, nell’ascolto delle possibili problematiche e nel proporre soluzioni personalizzate per aiutare i soggetti che ne abbiano bisogno.
Il benessere della donna in menopausa significa benessere della coppia e della comunità che la circonda. Quali azioni bisogna mettere in campo per preservarlo negli anni?
Se la donna ha un partner, la menopausa è un fenomeno che deve essere in qualche modo condiviso dalla coppia. È importante spiegare al partner cosa sta accadendo, e la donna dovrebbe sentirsi libera di esprimere eventuali disagi e/o cambiamenti, per evitare che possano nascere incomprensioni o condizioni di imbarazzo. Soprattutto, le donne devono poter raccontare le loro sensazioni, negative o positive che siano, rispetto a questo periodo di cambiamento, senza la paura di essere giudicate, o ritenute “vecchie”
. Noi abbiamo bisogno, non solo a livello di nucleo familiare, ma anche a livello sociale, del contributo della parte femminile, anche nel loro periodo menopausale. Certamente, sappiamo come le donne che entrano in menopausa, spesso siano divise, nella loro vita quotidiana, tra esigenza di seguire ancora i figli, spesso ancora giovani o addirittura adolescenti, e di accudire i genitori, ormai anziani.
Il ginecologo, per la sua figura professionale di “medico della donna” a 360 gradi, non può non avere un ruolo primario nell’aiutare la donna in menopausa in questo periodo, non solo con le terapie, ma anche spiegando cosa sta accadendo e, fondamentalmente, aumentandone la consapevolezza e la capacità di gestire questa nuova realtà. Tutto questo in un rinnovato equilibrio tra ciò che si era prima e ciò che si sta diventando, ma senza perdere la propria sicurezza ed il proprio ruolo, che sia familiare, lavorativo o sociale.
