Un serio articolo scientifico sull’Astronomical Journal descrive un eventuale network interstellare di comunicazione extraterrestre nel nostro sistema.

 

 

Sonde aliene, create da una civiltà extraterrestre molto evoluta, potrebbero essere state inviate nel nostro Sistema Solare – così come in altri sistemi stellari – per raccogliere informazioni su di noi e sul nostro livello di avanzamento scientifico. O per sorvegliarci.

Ad affermarlo non sono allucinati e visionari ufologi improvvisati o fanatici complottisti, ma l’autorevole rivista scientifica Astronomical Journal, in un articolo pubblicato sull’ultimo numero (che potete leggere qui).

L’autore, Michael Hippke, del Sonneberg Observatory in Germania, sostiene che potrebbero esserci dei “lurkers”, interstellari, cioè una versione extraterrestre di “soggetto che partecipa a una comunità virtuale (una mailing list, un newsgroup, un forum, un blog, una chat) leggendo e seguendo le attività e i messaggi, senza però scrivere o inviarne di propri, non rendendo palese la propria presenza, o perché non lo reputa necessario, o perché non lo desidera”.

Insomma, delle sonde inviate a spiarci che però non manifestano la loro presenza. Lungi dal creare allarmismo su improbabili invasioni aliene, l’autore si chiede invece come queste eventuali sonde possano comunicare con il lontano pianeta da cui sono state mandate e perciò descrive con una serie di articoli i dettagli tecnici di un sistema di trasmissione interstellare.

Poiché la qualità del segnale lanciato dai lurkers degrada con il quadrato della distanza, l’astronomo ritiene necessaria anche la presenza di “ripetitori” spaziali disseminati lungo il tragitto che amplificano la potenza della trasmissione. Ma dove si troverebbero dunque questi trasmettitori e le sonde mandate in esplorazione?

Per rispondere a questo interrogativo l’autore esamina i dettagli tecnici di come dovrebbero essere queste sonde, trasmettitori, ripetitori e quali lunghezze d’onda e livelli energetici dovrebbero utilizzare. Basandosi su queste ipotesi sostiene che conoscendo le caratteristiche fisiche di questo network interstellare si può risalire alle più probabili dimensioni e localizzazione di questi artefatti alieni.

Da notare che l’autore, così come gli altri che hanno scritto articoli scientifici sull’argomento, sono pagati con soldi pubblici. Così, per dire.

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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