Le nuove immagini del corpo celeste mostrano che l’asteroide ha avuto un passato parecchio turbolento.

 

 

Per la prima volta, grazie allo strumento SPHERE applicato al Very Large Telescope dell’European Southern Observatory in Cile, sono state ottenute immagini nitide dell’asteroide Pallas, il terzo oggetto più grande (511 Km di diametro) della fascia di asteroidi posta tra l’orbita di Marte e quella di Giove.

E hanno mostrato che la sua superficie è ricoperta da crateri di impatto dovuti a tantissime collisioni con asteroidi più piccoli. Sebbene sia stato scoperto addirittura nel lontano 1802, finora non era ben chiara la morfologia di Pallas. Le nuove immagini suggeriscono che l’asteroide ha un’orbita piuttosto inusuale, che lo porta a scontrarsi con altri oggetti della fascia di asteroidi.

Ciascun impatto procura una “bozza” che fa apparire l’asteroide proprio come una pallina da golf, ammaccato su tutta la superficie. Dalle immagini è stato possibile effettuare una mappa 3D dell’asteroide e si sono contati ben 36 crateri superiori a 18 chilometri di diametro, per un totale dl 10% ella superficie di Pallas.

È emerso quindi che Pallas, rispetto ad altri asteroidi con la stessa taglia, ha avuto molte più collisioni, proprio per la sua orbita irregolare, come scrivono gli astronomi del Massachusetts Institute of Technology su Nature Astronomy.

Le nuove immagini hanno anche permesso di individuare un grande bacino da impatto, largo 400 chilometri: secondo gli astronomi è il risultato di uno scontro con un asteroide di 18 chilometri avvenuto un miliardo e settecentomila anni fa, e i detriti dell’impatto ora seguono Pallas nella sua orbita.

Le immagini hanno anche evidenziato una zona più luminosa nell’emisfero meridionale dell’asteroide, probabilmente un deposito di sale. Infatti gli esperti ritengono che Pallas sia composto da ghiaccio e da silicati. Con il tempo l’interno dell’asteroide si è fuso, idratando così i silicati che hanno prodotto sale, che poi è emerso a seguito di collisioni che hanno scavato via la superficie di Pallas.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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