È possibile sostituire i neuroni morti con cellule vive grazie alle staminali.

 

 

Quando il cervello è affetto da lesioni o malattie, come il morbo di Parkinson o le conseguenze di un ictus, le cellule nervose (i neuroni) muoiono, o cominciano a morire, con conseguente perdita di capacità motorie, sensoriali e cognitive. E solo fino a tre decenni fa si dava per scontato che i neuroni morti o danneggiati in un cervello adulto non potessero essere sostituiti e che le funzioni o le capacità perse non potessero essere ripristinate.

Poi la grande scoperta, basata su una grande quantità di dati provenienti da studi in animali e nell’uomo: i neuroni possono essere sostituiti, il cervello gode di una sua plasticità, la rigenerazione è possibile. Appurato questo, è partita la grande sfida sui tempi di questa riparazione e sul come innescarla prima e favorirla poi. Priorità per le malattie neurodegenerative e le conseguenze di gravi lesioni qualunque ne sia l’origine.

Il neurologo svedese Olle Lindvall, 73 anni, professore emerito del Lund strategic research center for stem cell biology and cell therapy dell’ospedale dell’università di Lund (Svezia), è uno dei protagonisti di questi ultimi trent’anni di ricerca nelle Neuroscienze. Si può riparare il cervello? La sua risposta è “Sì”.

Olle è uno scienziato che è stato candidato al premio Nobel ed essendo svedese ha buone probabilità prima o poi di vincerlo. Anche perché lui è ormai arrivato alla sperimentazione clinica delle staminali sui pazienti affetti da Parkinson. I primi test su animali e sull’uomo hanno dato risposte superlative: nuovi neuroni sostituiscono quelli morti, i sintomi del Parkinson si sono arrestati nella progressione e hanno cominciato a regredire. Ora si può fare sul serio e fare test su più pazienti per verificare se questa è la cura giusta. E se i benefici avanzano nel tempo senza sorprese. I finanziamenti europei ci sono.

“Le cellule staminali sono cellule primitive non ancora dotate di specializzazione, ma capaci di trasformarsi in diversi tipi di cellule del corpo, con funzioni speciali, ad esempio le cellule nervose del cervello. Riuscire a raggiungere i tessuti cerebrali danneggiati per ‘ripararli’ è la promessa delle staminali per trattare malattie neurodegenerative come, il morbo di Parkinson, la sclerosi multipla e l’Alzheimer. Sperimentazioni cliniche con trapianto di neuroni fetali dopaminergici in pazienti affetti dalla malattia di Parkinson hanno fornito, per la prima volta, la prova di principio che è possibile sostituire le cellule morte con nuovi neuroni sani nel cervello di uomini adulti”, spiega Lindvall.

I neuroni dopaminergici (quelli che producono dopamina, la cui carenza è causa del Parkinson) possono ora essere generati in gran quantità da cellule staminali e sono pronti in poco tempo per l’applicazione ai pazienti. “A Lund siamo arrivati a questi risultati dopo anni di successi e insuccessi. Ora la sensazione è che ci siamo”. Parola di Olle Lindvall, che però avverte: “Per raggiungere l’obiettivo occorrerebbe stabilizzare i benefici nel tempo e su questo dobbiamo ancora lavorare”.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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1 commento

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    Sono notizie molto positive però siamo sempre in alto mare x arrivare a una conclusione ci vogliono ancora decenni

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