Di Nicola Porro. Gli scienziati smontano, con dati reali, i dogmi dell’allarmismo climatico.

 

 

Che l’allarmismo climatico sia una colossale bufala è ormai sotto gli occhi di tutti. In questo libro, Nicola Porro raccoglie una serie di interventi di illustri studiosi che smontano, ciascuno in un proprio capitolo dedicato, tutte le presunte “verità” sull’aumento di temperatura del nostro pianeta, le sue fantomatiche nefaste conseguenze e tutto quanto ruota attorno a questo castello di carte costruito ad arte da una parte del mondo scientifico, da organizzazioni internazionale (come l’IPCC) e con la complicità dei media.

Si parla di modelli climatici (facendo la fondamentale distinzione tra clima e meteo, cosa che i giornalisti ignoranti non precisano mai), imprecisi, contradditori e che danno risultati completamente differenti a seconda delle varabili che si prendono in considerazione nei calcoli. Insomma, non sono per nulla affidabili.

Poi si passa alla tanto bistrattata anidride carbonica: si precisa che non è inquinante, che anzi il suo ruolo è fondamentale per l’ecologia e la salute degli abitanti del pianeta e che non è affatto in aumento. Non c’entra nulla la variabile antropica e in passato ci sono state ere dove i livelli di CO2 erano molto più elevati di adesso, con impatto nullo sulla vita degli esseri viventi.

Per gli ingenti danni causati dagli eventi metereologici oggi va di moda dare la colpa ai supposti cambiamenti del clima, invece di riconoscere le colpe di amministratori locali e statali nella mancata realizzazione e manutenzione di opere di prevenzione e contenimento.

Gli esperti che intervengono nel libro mostrano, dati alla mano, che  il numero dei disastri naturali non è in aumento, uragani e alluvioni non stanno crescendo e i ghiacci non si sciolgono: tutte balle, come la apocalittica profezie che le città costiere saranno sommerse dai mari.

Spesso i dati sono palesemente falsificati, omessi o scelti ad hoc per creare quell’allarmismo da incombente apocalisse climatico che ha come risultato ultimo infondere terrore e paura nelle persone.

Ma allora perché tutto questo? Perché si continua da decenni – e in particolare negli ultimi anni – a martellare sul clima, sull’impatto dei nostri comportamenti ed abitudini su di esso e non si può contestare la narrazione dominante, diventata ormai un’ideologia dogmatica?

“Follow the money” è la risposta che si dà nella terza parte dell’opera. La transizione ecologica trascina con sé enormi flussi di capitali e la finanza da tempo è entrata in questo business dove a perdere è solo la gente normale e a guadagnare sono i soliti gruppi multimiliardari.

Il sistema è ormai così consolidato che i pochi scienziati che obiettano o mostrano dati differenti sono osteggiati, censurati, espulsi dalle istituzioni accademiche e i loro lavori nascosti e non pubblicati.

I sostenitori del cambiamento climatico invocano il fatto che la maggioranza degli studiosi lo confermerebbe: nel libro non solo si smentisce questa cosa, risultato di sondaggi fatti senza criteri, ma si spiega che la scienza non è democratica: se il 99% degli scienziati sostiene un’ipotesi, non significa che sia automaticamente vera per acclamazione universale. Se così fosse, la scienza non progredirebbe.

Insomma, se leggete questo libro vi accorgerete che le balle e le bufale dei gretini non hanno scampo: è solo grazie alla connivenza dei media, che quotidianamente propinano e martellano su questi argomenti, che esiste questo finto problema.

E di nuovo: allora perché? Per quanto riguarda la demonizzazione dei combustibili fossili, William Happer, professore a Princeton e Richard Lindzen, del MIT scrivono: contrariamente all’incessante attacco, questi, abbondanti e a prezzi accessibili, hanno dato alla gente comune la, libertà, la prosperità e la salute che in passato erano riservate ai re”.