Per quella tosse che non passa mai al via open up, una campagna per conoscere il proprio respiro. Respiro sibilante e affannoso durante lo sforzo, tosse produttiva, più intensa al mattino: potrebbe essere BPCO, una malattia cronica e invalidante, spesso legata al fumo di sigaretta. Ne soffrono tre milioni, in Italia. La BPCO non è più una malattia dell’anziano. L’età della diagnosi è sempre più bassa, tra i 50 e i 55 anni. Open Up è una campagna di sensibilizzazione promossa da GSK insieme all’Associazione Nazionale pazienti BPCO, a FederAsma e Respiriamo Insieme. Open up dall’inglese “aprirsi” a riconoscere i sintomi della malattia e a consultare il medico prima che peggiori.

 

 

Riconoscere i sintomi dovrebbe essere il primo campanello d’allarme: respiro sibilante e affannoso, soprattutto durante lo sforzo e tosse produttiva, spesso più intensa al mattino.

Potrebbe non essere il solito malanno di stagione, potrebbe non essere la normale conseguenza della sigaretta in più, o long Covid. Potrebbe essere BPCO, una malattia cronica e invalidante, legata per lo più al fumo di sigaretta, per cui il paziente, e talvolta anche il medico, tendono a giustificare questi sintomi, sottovalutando l’effetto negativo che l’assenza di diagnosi e cure possa avere.

La BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva), è una malattia ingravescente che, se non trattata, porta il paziente a frequenti riacutizzazioni dei sintomi e dello stato infiammatorio, che a loro volta conducono a ospedalizzazioni e, nei casi più gravi, a eventi fatali.

Ma anche al di là di queste fasi acute, anche quando la malattia sembra essere sotto controllo, la qualità di vita del paziente è bassa e peggiora nel tempo, soprattutto se trascurata: per chi ne soffre può diventare complesso compiere gesti semplici, come salire le scale, allacciarsi le scarpe, giocare con un bambino.

GSK, da 50 anni impegnata a fianco dei clinici a cercare soluzioni per le maggiori patologie respiratorie, questa volta si siede a fianco dei pazienti con BPCO.

Insieme all’Associazione Nazionale pazienti BPCO, a FederAsma e Respiriamo Insieme promuove Open Up una campagna di sensibilizzazione pensata sia per le persone con disturbi respiratori, sia per chi si prende cura di loro. La campagna è online e si trova sul sito www.ilmiorespiro.it.

Nella pagina dedicata a Open Up si trovano i contenuti necessari a comprendere meglio una malattia che affligge, ad oggi, più di 3 milioni di italiani.

Sono disponibili tutte le informazioni utili, con testi e grafiche semplici, video, che fanno capire al lettore i possibili campanelli d’allarme, i sintomi da non trascurare, in modo da rivolgersi per tempo al proprio medico.

La campagna sarà amplificata dalla multicanalità: si troveranno post e storie sui social GSK, Instagram e Facebook, con video e contenuti per creare cultura e agevolare il dialogo medico-paziente.

“Abbiamo da subito appoggiato la campagna Open Up – sostengono le tre Associazioni pazienti – perché ne condividiamo gli obiettivi: insegnare a riconoscere alle persone una patologia ampiamente sottodiagnosticata e a superare lo stigma di considerare la BPCO una malattia dovuta al vizio del fumo. La campagna punta inoltre a superare l’alienazione e le rinunce che il paziente è costretto a fare nella sua quotidianità. In che modo? Il primo passo è di parlare  con il proprio medico per arrivare, eventualmente, ad una diagnosi precoce, migliorare la propria qualità di vita e riprendere le attività che, l’aggravarsi della patologia, precluderebbe”.

Bisognerebbe aprirsi al dialogo e farlo fin da subito, dai primi sintomi, quando si è giovani. Infatti la BPCO non è più una malattia dell’anziano, tantomeno una malattia di genere.

L’abitudine al fumo – fuma 1 persona su 4, percentuale mai così alta dal 2006 – è una delle cause dell’abbassamento dell’età della diagnosi, che oggi è di 50 anni. Inoltre è ormai frequente la diagnosi di BPCO in pazienti donne (35% dei pazienti totali, dato in forte crescita), slegando quella che culturalmente era una patologia maschile e geriatrica da questo immaginario.

Quindi a soffrirne oggi sono anche uomini e donne giovani, la cui aspettativa di vita non solo è alta ma intensa, ricca delle attività che più si scopre di amare negli anni maturi, spesso lavoratori e lavoratrici che hanno bisogno di tutta la loro energia per rincorrere obiettivi e passioni.

“Come azienda dedita alla ricerca delle migliori terapie in ambito respiratorio – dice Laura Cappellari, Patient advocacy director di GSK – abbiamo messo la nostra esperienza nella BPCO a beneficio di una campagna di sensibilizzazione che si rivolge direttamente al paziente. In questo Open Up è un invito: parlatene con chi si prende cura di voi, a partire dal vostro medico per ridare ai giorni la qualità che meritano. Oggi tutti sappiamo che il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio per la BPCO, ma tanti pazienti stanno pagando ora le conseguenze di un comportamento passato e inconsapevole. Non possiamo lasciare che proprio l’inconsapevolezza vinca ancora: creare cultura, condividere l’esperienza, aprirsi e parlare con il medico delle proprie difficoltà respiratorie è il primo passo per accedere alla diagnosi e alle cure di una patologia che ruba ogni giorno qualcosa alla vita di questi pazienti”.