Di Paul Sen. Un libro che narra le vicende storiche della termodinamica per portarci al cuore della fisica moderna, tra buchi neri e universo olografico.

 

 

Il titolo può forse essere fuorviante, perché il libro non parla specificatamente dello scienziato padre della Relatività e della sua avventura nell’industria frigorifera.

A metà dell’opera, è brevemente narrato quando Einstein e un collega si misero in società per progettare e produrre un frigorifero, anche se con scarsi risultati, dato che la soluzione tecnologica che avevano in mente non era delle più efficienti.

Ma non è questo il fulcro del libro. Si parla del calore, e di come l’uomo, a partire dalla rivoluzione industriale, abbia cercato di capire e comprendere questo aspetto della natura e di sfruttarlo per i suoi scopi.

Infatti, nei primi capitoli, può risultare un po’ deludente: ecco, un libro che parla di termodinamica e della storia delle scoperte scientifiche che derivarono dal suo studio.

Una branca apparentemente poco entusiasmante della fisica, concetti che tutti abbiamo masticato alle superiori e che non sono certo affascinanti come l’astrofisica, la meccanica quantistica e la cosmologia.

Non è così. A parte che il racconto di come gli scienziati hanno affrontato e risolto i problemi teorici e pratici che derivavano dallo studio del calore è avvincente e dettagliato, cosa che raramente si trova in altri testi, con l’incedere del libro la narrazione si fa entusiasmante.

Perché l’autore dà la spiegazione e descrizione più esaustiva e migliore (rispetto ad altri testi) del concetto di informazione e di entropia, portandoci pian piano nel cuore delle teorie più avanzate sui buchi neri e sull’universo olografico.

Spesso, se non quasi sempre, nei libri che parlano di buchi neri e fisica di frontiera, questi argomenti sono spiegati e raccontati in modo non troppo chiaro per il lettore, a volte in modo prolisso e inconcludente. Qui no: se volete capire una volta per tutte il lavoro di Stephen Hawking e colleghi, allora ne consigliamo la lettura.

Unico neo, forse, le biografie degli scienziati inserite nel testo, che sono un po’ lunghe e magari non di interesse per il lettore che vuole andare subito al sodo.

Niente formule o concetti matematici astrusi, il libro è leggibile da chiunque, anche senza preparazione scientifica alle spalle.