Ogni anno emerge almeno un nuovo patogeno, che ha il potenziale per trasformarsi in un’altra pandemia globale. Bill Gates ha affermato che è fondamentale identificare e isolare precocemente i focolai virali.
Al Forum economico mondiale, i leader sanitari sottolineano la necessità di una risposta globale coordinata per affrontare le pandemie. Il conteggio ufficiale dei decessi per COVID-19 è superiore ai 6 milioni, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), anche se la coda (sempre che sia la coda) della pandemia infuria ancora in alcune parti del mondo.
Ogni anno emerge almeno un nuovo patogeno, ognuno dei quali ha il potenziale per trasformarsi in un’altra pandemia globale. È chiaro che un migliore coordinamento internazionale e un rafforzamento delle capacità regionali contribuiranno a garantire che il mondo sia meglio preparato per la prossima pandemia, hanno affermato i principali esperti di salute al World Economic Forum Annual Meeting 2022.
“Non dobbiamo perdere questo momento di potenziale cambiamento”, ha affermato Helen E. Clark, presidente del consiglio di amministrazione, Partnership for Maternal, Newborn & Child Health, OMS. “Purtroppo, la determinazione politica per risolvere il COVID sta cominciando a svanire”.
Paul Kagame, presidente del Ruanda, ha sottolineato che la pandemia di COVID-19 è ancora in corso in molti Paesi. “Ad oggi, il continente africano ha vaccinato completamente solo il 18% della sua popolazione adulta”.
Ciò è dovuto principalmente alla mancanza di test sui virus e alla capacità (e possibilità) di somministrare del vaccino. E aggiunge: “Investire nei sistemi sanitari e negli enti regionali come Africa CDC e African Medicines Agency deve essere una priorità chiave. Dobbiamo agire nella piena aspettativa che ci sarà un’altra pandemia”.
Bill Gates, copresidente della Bill & Melinda Gates Foundation, ha affermato che è fondamentale identificare e isolare precocemente i focolai virali. “Le malattie infettive sono un fenomeno esponenziale e meno del 2% dei decessi complessivi si verifica nei primi 100 giorni – ha affermato -. Purtroppo, gran parte del rischio di pandemia mondiale risiede in Paesi che non hanno la capacità di rispondere in modo rapido ed efficace. Devi avere una capacità di intervento globale se prendi sul serio le pandemie”.
Peter Sands, direttore esecutivo del Fondo globale per la lotta all’AIDS, alla tubercolosi e alla malaria, a sua volta ha sostenuto la necessità di “infrastrutture e capacità multi-patogene”. Cioè, per garantire che un’ampia sorveglianza e infrastrutture della salute pubblica siano disponibili per tutto lo spettro delle malattie infettive.
“Dobbiamo portare a termine il lavoro e possiamo farlo investendo in modo intelligente in infrastrutture come reti di laboratori, operatori sanitari di comunità, catene di approvvigionamento e allo stesso tempo aiutare maggiormente i Paesi a sconfiggere l’HIV, la tubercolosi e la malaria e a renderli più sicuri contro futuri agenti patogeni”.
E Francis de Souza, Presidente e CEO di Illumina, ha predetto che la pandemia lancerà il mondo in quella che descrive come “l’era della biologia” in cui salute umana, longevità e biologia saranno alla base del 21° secolo: “La quantità di innovazioni rivoluzionarie che si sono verificate durante il periodo della pandemia è senza precedenti. Sul fronte del sequenziamento, per esempio, il prezzo è sceso del 99% negli ultimi anni. Questo ci ha permesso di distribuire il sequenziamento in oltre 190 Paesi”.
Ma aggiunge: “Tuttavia, siamo forti quanto i più deboli tra noi, quindi dobbiamo costruire un’infrastruttura globale e avere una risposta globale coordinata di fronte ad un prossimo focolaio”.
