Secondo nuovi studi un tempo la superficie lunare ospitava immense distese di acqua allo stato solido, che oggi potrebbero essere ancora sepolte sotto la crosta del nostro satellite.
Se un domani costruiremo basi permanenti sulla Luna, per approvvigionarsi di acqua astronauti e coloni potrebbero semplicemente scavare sotto la superficie del nostro satellite: a una profondità non troppo elevata, tra i 5 e i 10 metri, ci dovrebbero essere ingenti giacimenti di ghiaccio.
Lo affermano studi compiuti da ricercatori del Department of Astrophysical and Planetary Sciences e del Laboratory for Atmospheric and Space Physics dell’Università di Boulder, in Colorado.
Secondo gli scienziati, in un tempo molto remoto, tra i due e tre miliardi di anni fa, la giovane Luna appena formatasi era un logo molto dinamico, ben diverso dal quieto e immobile scenario che ammiriamo identico da quando l’uomo ha alzato gli occhi al cielo.
Gigantesche eruzioni vulcaniche squassavano il suolo, con una frequenza di 22 mila anni; che possono sembrare molto distanti temporalmente l’una dall’altra, ma su un periodo lungo centinaia di milioni di anni significa migliaia di violente esplosioni accumulatesi nel tempo.
I gas sprigionati hanno creato una flebile atmosfera, che, una volta terminata l’attività eruttiva, si è dispersa nello spazio in meno di mille anni. Un tempo sufficiente, però, secondo i ricercatori, per far condensare in ghiaccio il 41% circa del vapore acqueo eruttato dai vulcani in quel periodo.
Se ci fosse stato qualcuno sulla Terra a quell’epoca (parliamo di un’era in cui non esistevano nemmeno le prime molecole della vita) avrebbe potuto benissimo vedere le calotte di ghiaccio ai poli lunari osservando il nostro satellite a occhio nudo.
Ma dove è finito tutto quel ghiaccio? Secondo i modelli elaborati al computer la quantità di acqua ghiacciata sulla superficie lunare era mille volte quella attualmente contenuta nel Lago di Garda.
Insomma, qualcosa deve pur essere rimasto da qualche parte. Sotto metri e metri di regolite, la polvere lunare che si è accumulata sulla sua superficie nei milioni di anni, ai poli dovrebbero esserci ancora spessi strati di ghiaccio sepolti in profondità, secondo gli studiosi.
Ma solo con tecnologie evolute potremo, in un prossimo futuro, realizzare sonde in grado di scavare a quel livello e confermare se le ipotesi sono corrette.
