Franco Locatelli: “non è una strada praticabile”. Il costituzionalista Salvatore Curreri:  anche in Italia è possibile introdurre il “modello Austria”.

 

I contagi in Europa continuano ad aumentare così come spiegato anche dall’ultimo monitoraggio dell’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Per questo l’Austria ha introdotto una sorta di lockdown selettivo per i non vaccinati, ovvero una serie di restrizioni che si applicheranno solo a chi non è ancora immunizzato.

Il lockdown per i non vaccinati è scattato in Austria dall’8 novembre. Entrano in vigore le annunciate misure di restrizioni per arginare i contagi da coronavirus. Questo vuol dire che solo le persone vaccinate contro il Covid-19 e chi è guarito dopo aver contratto l’infezione potranno mangiare nei ristoranti, andare dal parrucchiere, partecipare a eventi sportivi e usare gli impianti di risalita. Le nuove disposizioni valgono anche per gli alberghi.

Per raggiungere il posto di lavoro è ancora prevista la terza opzione legata ad un tampone negativo. La mascherina Ffp2 sarà obbligatoria in tutti i negozi, i musei e le biblioteche.

Il green pass sarà valido 9 mesi dopo la seconda vaccinazione: alla scadenza del certificato verde, servirà la terza dose di vaccino per mantenere valido il documento. Il vaccino monodose Johnson & Johnson garantisce il green pass solo fino al 3 gennaio 2022.

“Nessuno intende dividere la società, ma è nostra responsabilità proteggere le persone. La situazione è eccezionale, l’occupazione delle terapie intensive sta aumentando molto più velocemente del previsto”, ha spiegato il cancelliere Alexander Schallenberg illustrando la stretta in una conferenza stampa alla fine della scorsa settimana.

In Italia, secondo il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico e presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli non è una strada praticabile: “Sia in termini concreti operativi sia per quanto riguarda la compatibilità con i diritti costituzionali penso sia alquanto problematica quindi non credo sia una soluzione proponibile nel nostro Paese. Quegli elementi non rendono la misura considerabile”.

Ma il costituzionalista Salvatore Curreri spiega che anche in Italia è possibile introdurre il “modello Austria”, con misure restrittive solo per i non vaccinati: “Non vedo profili incostituzionali di palese e irragionevole discriminazione – ha spiegato Curreri – però il lockdown dei soli non vaccinati sarebbe una soluzione molto hard quasi al confine con l’obbligo di vaccinazione, soluzione che a questo punto sarebbe forse opportuno prendere per chiarezza, senza ricorrere a soluzioni traverse”.