I risultati finali dello studio di Fase III ALEX continuano a dimostrare un beneficio clinicamente significativo e a lungo termine sulla sopravvivenza dei pazienti con tumore al polmone non a piccole cellule (NSCLC) ALK-positivo avanzato. Con alectinib, i pazienti vivono oltre quattro volte più a lungo di quanto precedentemente osservato prima dell’introduzione di queste terapie a bersaglio molecolare (TKI), segnando un progresso sostanziale nel controllo a lungo termine della malattia. I risultati aggiornati dello studio di Fase III ALINA rafforzano il ruolo di alectinib come standard di cura per i pazienti con NSCLC ALK-positivo resecato. I dati sono stati presentati al Congresso annuale della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) 2025.

 

 

 

Roche ha presentato  al Congresso annuale della Società Europea di Oncologia Medica ESMO 2025 (Berlino, 17-21 Ottobre) i dati finali dello studio pivotale di Fase III ALEX (NCT02075840) in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato e ALK-positivo.

L’analisi finale della sopravvivenza globale (OS) dello studio dimostra la più lunga OS riportata fino ad oggi per un inibitore della tirosin-chinasi (TKI) ALK rispetto a crizotinib, con una OS mediana di 81,1 mesi per alectinib rispetto ai 54,21 mesi per crizotinib.

I dati hanno mostrato una forte tendenza verso un beneficio in termini di OS per alectinib, sebbene lo studio non fosse potenziato per dimostrare una differenza statisticamente significativa nella OS e nonostante il crossover dei pazienti dopo la progressione.

I risultati sono stati coerenti tra i sottogruppi, inclusi quelli con metastasi del sistema nervoso centrale (CNS).

La durata mediana della risposta (DoR) è stata quasi quattro volte più lunga con alectinib rispetto a crizotinib (42,3 mesi vs 11,1 mesi).

I dati di sicurezza sono in linea con il profilo già noto di alectinib.

Anche con una durata mediana del trattamento più lunga rispetto a crizotinib (28,1 mesi vs 10,8 mesi), non sono stati osservati nuovi o inattesi segnali di sicurezza.

Questi dati continuano a dimostrare il beneficio clinicamente significativo di alectinib sulla sopravvivenza e confermano la terapia come standard di cura  in prima linea nei pazienti con NSCLC ALK-positivo avanzato.

“I dati finali presentati a ESMO si sommano alle evidenze già esistenti e consolidate per alectinib, confermando la sua efficacia e sicurezza. Con una sopravvivenza globale mediana di oltre 80 mesi, i risultati sottolineano i significativi benefici che alectinib offre ai pazienti con carcinoma polmonare ALK-positivo ed evidenziano i progressi raggiunti nella gestione di questa malattia. – dichiara il Prof. Emilio Bria, responsabile della Oncologia Medica, Ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola e Coordinatore della Ricerca Clinica dei Tumori del Polmone della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma –  Va ricordato che i pazienti con tumore al polmone NSCLC ALK-positivo sono spesso più giovani della media dei pazienti con carcinoma polmonare e affrontano un alto rischio di sviluppare metastasi cerebrali. Per questo, i  risultati presentati a ESMO acquistano ulteriore rilevanza. Il crescente corpo di evidenze conferma che con appropriati inibitori ALK come alectinib, possiamo fornire a questi pazienti una sopravvivenza prolungata e aiutare a far evolvere questa malattia in una condizione cronica più gestibile, segnando un chiaro passo in avanti rispetto al passato.”

 

I dati aggiornati dello studio ALINA rafforzano il ruolo di alectinib come standard di cura nel NSCLC ALK-positivo resecato.

I risultati aggiornati dello studio di Fase III ALINA (NCT03456076) sono stati presentati a ESMO 2025, aggiungendosi all’ampio corpo di evidenze per questo inibitore ALK e rafforzando alectinib come standard di cura per i pazienti con NSCLC ALK-positivo resecato.

ALINA è l’unico studio positivo di Fase III di un inibitore ALK nel NSCLC ALK-positivo resecabile, stadio IB–IIIA (edizione UICC/AJCC 7a) in cui è stato dimostrato un  significativo beneficio in termini di sopravvivenza libera da malattia (DFS) per alectinib rispetto alla chemioterapia nell’analisi primaria.

Dopo un follow-up mediano di quattro anni, il beneficio in termini di DFS con alectinib è stato mantenuto  rispetto alla chemioterapia nelle popolazioni di stadio II–IIIA e stadio IB-IIIA (ITT; Intention to treat).

Alectinib ha ridotto il rischio di recidiva o morte del 64% rispetto alla chemioterapia a base di platino nei pazienti con NSCLC ALK-positivo stadio II–IIIA completamente resecato e del 65% nei pazienti con NSCLC ALK-positivo stadio IB-IIIA completamente resecato nella popolazione ITT .

L’entità del beneficio in termini di DFS è stata coerente nella maggior parte dei sottogruppi ed è stato anche mantenuto un miglioramento clinicamente significativo nella CNS-DFS. I dati di sicurezza aggiornati sono stati coerenti con l’analisi primaria, senza nuovi o inattesi segnali di sicurezza.

“Il beneficio del farmaco nella fase avanzata di malattia, viene confermato anche nella fase precoce, cioè dopo intervento chirurgico. In questo contesto, l’obiettivo è la guarigione e alectinib conferma il vantaggio in sopravvivenza libera da recivida e suggersice un potenziale effetto anche in sopravvivenza globale, in accordo con l’aggiornamento dei dati dello studio ALINA presentati a Berlino.” -aggiunge  il Prof. Bria.