Il modello genetico del virus dell’epatite B (HBV) potrebbe essere inattivato in modo permanente con TALEN di nuova ingegnerizzazione.
Il virus notoriamente persistente, difficile da trattare, permanente e contagioso – che attacca insidiosamente il fegato – infetta milioni di persone, in particolare quelli con un sistema immunitario compromesso e i bambini.
A livello globale, oltre 296 milioni di persone sono infette, molte delle quali vivono in Sudafrica.
La dott.ssa Tiffany Smith, ricercatrice post-dottorato presso l’Unità di ricerca sulla terapia genica antivirale (AGTRU), ha sviluppato una soluzione innovativa per affrontare questa sfida.
Ha utilizzato una tecnologia di editing genetico chiamata TALEN (nucleasi effettrici simili all’attivatore della trascrizione) per disabilitare in modo preciso e permanente il materiale genetico nascosto del virus.
A differenza degli approcci basati su CRISPR, i TALEN non richiedono RNA guida e sono altamente efficaci anche in regioni di DNA complesse o strettamente impacchettate.
Lo studio è pubblicato sulla rivista Viruses.
L’innovazione chiave risiede nel mirare al DNA circolare chiuso covalentemente (cccDNA), il “mini cromosoma” virale che rende l’HBV così difficile da curare.
I farmaci possono sopprimere l’attività dell’HBV, ma non possono eliminare questa forma ostinata di DNA virale, che si nasconde all’interno delle cellule epatiche infette e alimenta la recidiva quando il trattamento si interrompe.
Le “forbici molecolari” di Smith sono progettate per tagliare e inattivare il cccDNA dell’HBV, cosa che ha a lungo frustrato gli scienziati.
“La capacità di colpire direttamente il progetto genetico del virus apre la strada a una riduzione dei costi sanitari e a un notevole miglioramento dei risultati”, afferma.
L’epatite B è un grave problema di salute in Sudafrica, dove contribuisce a condizioni gravi come la cirrosi e il cancro al fegato.
I trattamenti attuali richiedono un uso per tutta la vita, che è un onere particolarmente pesante in contesti con risorse limitate.
La malattia è particolarmente devastante per i bambini, il cui sistema immunitario immaturo non è in grado di combattere l’infezione. Sebbene i vaccini sicuri ed efficaci siano disponibili dal 1995, le lacune di copertura significano che molti rimangono non protetti.
Test di laboratorio su cellule epatiche umane in coltura hanno dimostrato che il trattamento ha ridotto i marcatori dell’epatite B dell’80%.
Nei topi infetti da HBV, una singola dose ha comportato una riduzione del 99% del DNA virale circolante.
È importante sottolineare che la terapia è stata ben tollerata, causando solo una lieve infiammazione che si è risolta rapidamente senza tossicità significativa.
“Questi risultati sono molto promettenti”, afferma il professor Patrick Arbuthnot, che guida il team AGTRU. “
Questo lavoro sottolinea l’enorme potenziale delle tecnologie di editing genetico per affrontare le infezioni virali persistenti con precisione e sicurezza”.
Smith e il suo team sono specializzati nella somministrazione di mRNA in nanoparticelle lipidiche, una piattaforma che ha già trasformato lo sviluppo di vaccini.
Combinando questo sistema di somministrazione con la precisione delle forbici molecolari a base di TALEN, hanno compiuto un passo importante verso una cura funzionale per l’HBV.
Per uso clinico, è importante dimostrare che questi TALEN possono colpire con precisione il DNA virale causando poche o nessuna modifica al DNA dell’ospite.
Tuttavia, la capacità di tagliare e disabilitare direttamente il progetto genetico nascosto dell’HBV, in particolare il suo ostinato cccDNA, rappresenta una pietra miliare nello sforzo globale per eliminare l’epatite B.
Immagine: Antiviral Gene Therapy Research Unit
