Lundbeck Italia celebra 30 anni di impegno nella salute del cervello. Basando la propria attività sul principio che “senza una buona salute del cervello non ci può essere una buona salute generale dell’individuo”, l’azienda si distingue per il suo impegno costante ed esclusivamente focalizzato nelle neuroscienze.

 

 

Lundbeck Italia, affiliata italiana del Gruppo Lundbeck, azienda biofarmaceutica multinazionale danese, celebra il suo 30° anniversario di attività nel nostro Paese con un evento istituzionale che ha riunito a Roma rappresentanti istituzionali, associazioni pazienti, scienziati ed esperti in un dialogo trasversale e multistakeholder sulla salute del cervello.

Da oltre 70 anni l’azienda si impegna nel campo delle neuroscienze: “ogni giorno 8 milioni di persone assumono farmaci prodotti da noi”, ha affermato Tarek Samad, Senior Vice President, Head of Research Lundbeck.

Emicrania, Alzheimer, Parkinson, disturbi dell’umore e da uso di sostanze, schizofrenia: ogni anno il 20% dei ricavi del gruppo è investito in attività di ricerca e sviluppo per identificare nuovi target biologici e studiare meccanismi d’azione di nuove molecole, al fine di offrire nuove terapie per le persone con disturbi psichiatrici e neurologici.

L’azionista principale della casa madre del Gruppo Lundbeck è la Fondazione Lundbeck, con quasi il 70% delle azioni, che da oltre 60 anni investe in ricerca con l’obiettivo di rafforzare la salute del cervello.

Tra i suoi finanziamenti si annovera anche il prestigioso Brain Prize: si tratta di un riconoscimento del valore di circa 1,3 milioni di euro, assegnato ogni anno a uno o più ricercatori che si sono contraddistinti per il loro contribuito sostanziale nell’ambito della ricerca nelle neuroscienze.

Da quando è stato assegnato per la prima volta nel 2011, il Brain Prize ha premiato 47 scienziati di 11 diversi Paesi, valutati e selezionati dal “Selection Commetee” della Fondazione, a cui hanno preso parte come membri anche eccellenze italiane.

Nel 2014, il prestigioso riconoscimento è andato a un italiano, Giacomo Rizzolatti, Professor of Human Physiology dell’Università di Parma, socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e Foreign Member della Royal Society e della National Academy of Sciences, che ha aperto l’evento con un keynote speech.

Rizzolatti è considerato il padre della scoperta dei neuroni specchio, quei neuroni responsabili anche dell’empatia e che “fanno dell’uomo l’unico animale il cui apprendimento avviene anche con essi”, ha detto.

Ha poi ricordato Giuseppe Moruzzi (1910 – 1986) come il padre della neurologia in Italia, grazie alla sua scoperta della formazione reticolare, un aggregato diffuso di neuroni e fibre nervose dal tronco encefalico al midollo spinale.

Carlo Riccini, Vice Direttore Generale e Direttore Centro Studi Farmindustria ha sottolineato come i farmaci per il cervello sono oggi al terzo posto come diffusione dopo quelli in ambito oncologico e dismetabolico e seconda area di ricerca al mondo per pipeline e studi clinici.

Gemma Calamndrei, Direttrice Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale e Direttrice ad interim Dipartimento di Neuroscienze, Istituto Superiore di Sanità ha invece sottolineato come “l’epigenetica ci dice che i determinati sociali, quali povertà, isolamento, eccetera, diventano biologicamente rilevanti per il cervello e sono quindi un aspetto importante nella ricerca clinica”.

“Circa 15 anni fa c’è stata una rivoluzione nella cura dell’emicrania con i farmaci triptani”, ha spiegato Alessandro Padovani, Presidente della Società Italiana di Neurologia.

“Che hanno contribuito a ridurre l’uso dei FANS e a una gestione più precisa dell’attacco emicranico, però non sono e non sono mai stai farmaci profilattici”.

“La vera rivoluzione è stata determinata dall’immissione in commercio dei farmaci biologici, in particolare gli anticorpi monoclonali, che hanno drammaticamente cambiato il trattamento dell’emicrania sia in termini di efficacia sia in termini di tollerabilità, una vera terapia per la prevenzione dell’emicrania.

In merito alle limitazioni di AIFA sulla rimborsabilità di questi farmaci solo dopo il fallimento di tre linee di trattamento tradizionale e dell’imposizione di una pausa di un mese dopo dodici di trattamento, Padovan si è espresso in modo chiaro: “è del tutto anacronistico oggi”.

Di emicrania ne sa qualcosa Alessandra Sorrentino, Presidenza Alleanza Cefalagici, che ha raccontato come “la mia patologia è parte di me, non mi definisce del tutto, però mi ha insegnato delle cose: ma ho potuto fare questo passaggio innanzitutto perché ho trovato una terapia efficace e poi perché ho intrapreso una terapia di supporto psicologico”.

“I nuovi anticorpi monoclonali anti-CGRP rappresentano davvero il punto di svolta nel trattamento dell’emicrania ma spesso rappresentano difficoltà di accesso”.

“Un nodo nevralgico, oltre a promuoverli come farmaci di prima linea, è lo switch tra anticorpi monoclonali diversi che non è consentito”.

“Inoltre, l’obbligo di sospensione ha delle ripercussioni importanti sulla sulla vita del paziente, che si ritrova a dover usare farmaci che non fanno effetto, perché precedentemente utilizzati e rischia anche di andare incontro ad un abuso di farmaci sintomatici per per paura di cadere in una crisi”.

Per celebrare i 30 anni di attività in Italia, Lundbeck Italia ha organizzato una serie di eventi e iniziative nel corso del 2024 con lo scopo di sensibilizzare sulla salute del cervello, tra cui il progetto “Coloriamo i luoghi della salute mentale”, volto a ridisegnare gli ambienti di cura per renderli più accoglienti e funzionali, migliorando così il percorso di cura dei pazienti.

Una forte attenzione è stata data ai giovani, le menti del nostro futuro, con il cortometraggio “Mi vedete?” sulla depressione giovanile e il progetto scuole “Mi vedete?” volto a intercettare il disagio dei ragazzi prima che diventi un disturbo.

Inoltre, con “People in Mind – Young Edition 3.0”, un progetto educativo e al contempo creativo dedicato alle scuole superiori, l’azienda ha instaurato con studenti e docenti un dialogo sano e sicuro sulle malattie mentali attraverso webinar formativi con esperti del settore, stimolando inoltre le riflessioni dei ragazzi su questo tema attraverso la stesura di un soggetto cinematografico.

In occasione dell’Extra G7 Salute, Lundbeck Italia ha promosso ad Ancona una serata gratuita aperta alla cittadinanza in compagnia dei comici Ale e Franz per promuovere un dialogo aperto sulla salute mentale, coniugando la comicità degli attori al sapere scientifico di esperti.

Infine, Lundbeck Italia ha contribuito alla realizzazione della rappresentazione teatrale di Pinocchio: una favola alla rovescia, presentata al teatro Parioli di Roma lo scorso novembre dal Teatro Patologico, su iniziativa del Senatore Antonio Guidi, per sensibilizzare sui temi dell’inclusione e della salute del cervello, mostrando il valore terapeutico del teatro e dell’arte nel percorso di cura.

“Celebrando i nostri 30 anni di impegno in Italia, siamo orgogliosi dei progressi nell’ambito delle neuroscienze ma siamo consapevoli delle sfide ancora da affrontare. Per questo motivo, continueremo ad innovare, con dedizione e curiosità, per promuovere la salute del cervello e migliorare la qualità della vita dei pazienti, confermando il nostro ruolo di partner nelle neuroscienze al fianco della classe medica, delle istituzioni, delle persone che vivono con malattie del cervello e della comunità”, ha dichiarato Tiziana Mele, AD Lundbeck Italia.