La Commissione europea approva atezolizumab come prima immunoterapia antitumorale anti-PD-(L)1 in formulazione sottocutanea disponibile nell’UE per il trattamento di diversi tipi di tumore. L’iniezione sottocutanea rappresenta una possibile alternativa, più rapida e pratica, all’infusione endovenosa (EV), ed è preferita da pazienti oncologici, infermieri e medici. Atezolizumab sottocutanea riduce il tempo di trattamento dell’80% circa rispetto all’infusione endovenosa. Roche sta lavorando a stretto contatto con i sistemi sanitari nazionali in Europa per garantire un rapido accesso dei pazienti ad atezolizumab.

 

 

Roche annuncia che la Commissione Europea ha autorizzato l’immissione in commercio di atezolizumab SC, la prima immunoterapia antitumorale anti-PD-L1 per iniezione sottocutanea (sottopelle) disponibile nell’Unione Europea (UE).

Nell’ultimo anno, oltre 38.000 persone nell’UE hanno ricevuto atezolizumab per il trattamento di diversi tipi di tumore del polmone, del fegato, della vescica e della mammella.

Finora atezolizumab è stato somministrato mediante infusione EV, che richiede circa 30-60 minuti.

La nuova iniezione sottocutanea, approvata per tutte le indicazioni di atezolizumab endovena (EV), ridurrà il tempo di trattamento a circa 7 minuti, con una durata fra quattro e otto minuti per la maggior parte delle iniezioni.

Siamo lieti di aver ottenuto l’autorizzazione a livello europeo per la prima immunoterapia antitumorale anti-PD-L1 per uso sottocutaneo – ha dichiarato Levi Garraway, Chief Medical Officer e Head of Global Product Development di Roche – La somministrazione di atezolizumab per via sottocutanea offre ai pazienti una maggiore flessibilità e contribuisce a generare un risparmio di risorse a beneficio dei sistemi sanitari pubblici”.

Garantire la migliore qualità di vita possibile alle persone che convivono con un tumore è prioritario – ha affermato la Dott.ssa Enriqueta Felip, Responsabile dell’unità di oncologia toracica dell’Ospedale di Vall d’Hebron di Barcellona – La disponibilità di un’opzione immunoterapica antitumorale in formulazione sottocutanea potrà fare la differenza per i pazienti e i loro familiari, grazie all’opportunità di ridurre al minimo il tempo di somministrazione e consentire, dove possibile, il trattamento al di fuori dell’ospedale”.

L’approvazione si basa sui dati registrativi dello studio di fase IB/III IMscin001, che ha evidenziato un profilo di sicurezza ed efficacia in linea con la formulazione EV.

IMscin001 è uno studio di fase IB/III, globale, multicentrico e randomizzato volto a valutare la farmacocinetica, la sicurezza e l’efficacia di atezolizumab SC rispetto ad atezolizumab EV in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato o metastatico, che non hanno risposto a una precedente terapia a base di platino. L’analisi ha coinvolto 371 pazienti.

Lo studio ha soddisfatto gli endpoint primari, dimostrando la non inferiorità, in termini di esposizione ad atezolizumab, della formulazione somministrata per via sottocutanea rispetto alla formulazione somministrata per via endovenosa.

I livelli ematici di atezolizumab sono stati valutati sulla concentrazione minima raggiunta dopo la somministrazione del farmaco (Ctrough) e sull’esposizione al trattamento (AUC prevista dal modello).

L’efficacia, valutata in funzione di tasso di risposta globale, sopravvivenza libera da progressione, sopravvivenza globale e durata della risposta, è risultata simile tra i bracci di trattamento SC ed EV, nonché in linea con il profilo noto di atezolizumab EV.

Anche il profilo di sicurezza di atezolizumab SC si è rivelato coerente con quello di atezolizumab EV

Il 90% degli operatori sanitari intervistati durante lo studio è concorde nel ritenere la formulazione SC facile da somministrare e il 75% ha dichiarato che questa opzione potrebbe consentire un risparmio di tempo, a livello di organizzazione sanitaria, rispetto alla formulazione EV. 

Silvia Novello, Professoressa ordinaria di Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino, Presidente WALCE Onlus, aggiunge: “Come WALCE Onlus siamo impegnati quotidianamente nel supporto ai pazienti e ai loro familiari per favorire una migliore qualità di vita.  È quindi per noi assolutamente una buona notizia venire a conoscenza dell’approvazione di atezolizumab SC da parte di EMA. Questo tipo di somministrazione sicuramente sarà maggiormente gradita ai pazienti: passare da una somministrazione endovenosa ad un’iniezione sottocutanee ha certamente un impatto psicologico positivo oltre che un guadagno di momenti preziosi (da circa 1 ora per l’infusione a pochi minuti per l’iniezione) per il paziente e il suo caregiver. Per il personale sanitario questo significherà poter riorganizzare l’attività di Day Hospital, migliorare i flussi e, a tendere, ridurre potenzialmente le liste di attesa per l’erogazione della terapia”.

Atezolizumab SC e atezolizumab EV contengono lo stesso anticorpo monoclonale.

Atezolizumab è stato concepito per legarsi a una proteina chiamata ligando 1 di morte cellulare programmata (PD-L1), espressa sulle cellule tumorali e sulle cellule immunitarie infiltranti il tumore, in modo da bloccarne le interazioni con i recettori PD-1 e B7.1.

Inibendo PD-L1, atezolizumab può consentire l’attivazione dei linfociti T. Atezolizumab è un’immunoterapia antitumorale che può essere usata in un’ampia gamma di tumori.

Atezolizumab SC combina atezolizumab a una tecnologia di somministrazione sviluppata da Halozyme Therapeutics, che si basa su una ialuronidasi umana ricombinante proprietaria PH20 (rHuPH20), un enzima che degrada a livello locale ed in maniera temporanea l’acido ialuronico nello spazio sottocutaneo.

Questa caratteristica aumenta la permeabilità del tessuto sottopelle, creando lo spazio necessario per accogliere il volume di atezolizumab somministrato, consentendone il rapido assorbimento nel sangue.

Atezolizumab SC è stato approvato per la prima volta nel Regno Unito ad agosto 2023. Le indicazioni approvate di atezolizumab SC riflettono quelle di atezolizumab EV.

La formulazione EV di atezolizumab è approvata per alcune delle forme tumorali più aggressive e difficili da trattare.

Atezolizumab EV è stata la prima immunoterapia antitumorale approvata per il trattamento di alcuni tipi di NSCLC in stadio iniziale (adiuvante), carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC) e carcinoma epatocellulare (HCC).

Atezolizumab EV è anche approvato in diversi Paesi del mondo in monoterapia o in associazione a terapie mirate e/o chemioterapie per il trattamento di varie forme di NSCLC metastatico, di alcuni tipi di carcinoma uroteliale metastatico (mUC), del tumore mammario triplo negativo (TNBC) PD-L1-positivo metastatico, e di altre forme tumorali.