Uno studio mostra che il trattamento per il tumore ai reni può rallentare la malattia del motoneurone, gruppo di patologie invalidanti, di cui ha sofferto anche Stephen Hawking.

 

 

La malattia del motoneurone comprende diverse patologie (tra cui SLA, sclerosi laterale primaria, atrofia muscolare progressiva) ed è così chiamata perché colpisce appunto i neuroni associati al movimento, impedendo ai muscoli del corpo di funzionare.

Uno studio di 21 mesi in Gran Bretagna e Francia ha mostrato una riduzione del 70% del rischio di morte per coloro che assumono il farmaco, rispetto ai pazienti trattati con placebo.

È il primo nuovo farmaco per questa malattia ancora incurabile, in quasi 30 anni. La malnutrizione e la disidratazione dovuta alla difficoltà a deglutire rendono più difficile rimanere in buona salute e la morte generalmente segue l’insufficienza respiratoria.

La maggior parte dei malati muore entro tre-cinque anni dalla diagnosi. Il famoso fisico Stephen Hawking ne era affetto: quando gli è stata diagnosticata a 21 anni i medici prevedevano per lui pochi anni di vita, ma ha stupito tutti vivendo fino a 76.

Il neurologo professor Nigel Leigh della Brighton Medical School, che ha condotto lo studio con Gilbert Bensimon in Francia, ha dichiarato: “I dati iniziali mostrano una risposta molto buona. Siamo molto fiduciosi”.

I pazienti sono stati reclutati per lo studio subito dopo la diagnosi per testare il trattamento in una fase precoce. Il nuovo farmaco è stato ricavato dalla proteina Interleuchina-2 (IL-2), che si trova nel sistema immunitario.

Lo studio ha rilevato che una bassa dose di IL-2 ha aumentato il numero di alcune cellule immunitarie nel sangue in grado di combattere l’infezione infiammatoria.

Sebbene la causa della malattia non sia completamente compresa, è noto che i meccanismi infiammatori influenzano il danno dei motoneuroni nel cervello e nel midollo spinale.



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