Gli specialisti dell’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano, spiegano perché la misurazione della pressione può non sempre rilevare i valori effettivi del paziente.

 

 

Pochi sanno che esistono diversi tipi di ipertensione, tra cui quella da camice bianco e quella mascherata.

La prima è caratterizzata dalla presenza di elevati valori pressori durante la visita medica che non si riscontrano però quando il soggetto esce dall’ambulatorio del medico.

Durante la visita medica infatti la presenza di un iperattivazione del sistema autonomico simpatico determina un incremento della pressione arteriosa ed anche della frequenza cardiaca.

Questo corre il rischio di far porre una diagnosi di ipertensione ad un paziente che iperteso non è ed è quindi anche per queste che la misurazione della pressione delle 24h e di quella domiciliare sono molto importanti.

A persone in questa condizione va comunque posta particolare attenzione ed impostato un follow-up più stetto poiché il rischio di evoluzione verso una forma di vera ipertensione arteriosa è comunque più alto.

L’altra forma particolare di ipertensione è quella mascherata in cui cioè un soggetto è effettivamente iperteso ma la misurazione da parte del medico restituisce valori pressori normali.

Questa condizione è più difficile da spiegare rispetto alla precedente ma si è visto essere presente in una discreta percentuale di casi.

In questo caso la misurazione della pressione delle 24h e quella domiciliare permetteranno di riconoscere la condizioni di effettiva ipertensione arteriosa e quindi di iniziare un trattamento medico appropriato (che potrebbe iniziare con dieta e sport oppure direttamente con un farmaco a seconda dei valori pressori).

TARGET

Pressione arteriosa: <140/90 mmHg dal medico, < 135/85 mmHg al domicilio, perfetto se si riescono a portare i valori sotto i 130/80 mmHg.

 

 

 



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