Alcuni farmaci per abbassare la pressione hanno dimostrato di avere benefici contro il declino cognitivo rispetto a analoghi medicinali.

 

Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Hypertension ha messo in luce che i farmaci contro l’ipertensione che riescono a passare la barriera ematoencefalica hanno un impatto benefico sulle funzioni cognitive rispetto a medicinali con la stessa funzione ma che sono bloccati da tale protezione per il cervello.

Si tratta dei farmaci ACE inibitori, degli antagonisti del recettore per l’angiotensina II, calcio antagonisti e diuretici. Lo studio ha valutato l’apporto alle funzioni cognitive di questi farmaci in diversi ambiti: linguaggio, attenzione, memoria verbale, apprendimento e memoria a lungo termine.

Sono stati presi in considerazione 14 studi che hanno coinvolto 13 mila persone sopra i 50 anni negli Usa, Giappone, Canada, Irlanda e Australia. Si è visto che in questi soggetti la memoria funzionava meglio in un follow-up fino a tre anni.

Secondo gli autori questa sarebbe la prova evidente che i farmaci ipertensivi che passano la barriera ematoencefalica possono proteggere anche contro il declino cognitivo.

 

 

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)