Al Cern di Ginevra un esperimento ha prodotto antiparticelle di nuclei di elio per determinare come questi siano generati nella nostra galassia da fenomeni non ancora ben individuati.
Gli antinuclei leggeri, composti da antiprotoni e antineutroni, possono percorrere lunghe distanze attraverso la Galassia, riporta un articolo pubblicato su Nature Physics. I risultati suggeriscono che questi antinuclei potrebbero essere utilizzati nella ricerca della materia oscura.
Non ci sono fonti naturali di antinuclei sulla Terra, ma sono prodotti altrove nella Galassia. È stato proposto che gli antinuclei possano essere il risultato di interazioni tra radiazioni cosmiche ad alta energia, provenienti dall’esterno del nostro Sistema Solare, e atomi nel mezzo interstellare (lo spazio tra le stelle in una galassia).
Uno scenario alternativo è che gli antinuclei si formino dall’annichilazione di particelle di materia oscura che non sono ancora state scoperte.
Per esplorare le interazioni tra antinuclei leggeri e materia, la collaborazione ALICE al Cern di Ginevra ha analizzato l’antiparticella del nucleo di elio-3 (un isotopo stabile dell’elio).
I nuclei anti-elio-3 sono stati prodotti in collisioni di particelle al Large Hadron Collider, e questi antinuclei hanno poi interagito con la materia nel rivelatore ALICE causandone la scomparsa.
Gli autori hanno determinato la probabilità di scomparsa dei nuclei di antielio-3 e l’impatto di questa probabilità sul viaggio di questi antinuclei attraverso la nostra galassia.
Le loro scoperte suggeriscono che i nuclei di antielio-3 possono percorrere lunghe distanze, rendendoli adatti alla ricerca dell’annichilazione della materia oscura.
Immagine: ORIGINS Cluster/S. Kwauka
