La teoria principale è che si tratti di una sorta di infezione virale, forse anche SARS-CoV-2: nessuno dei bambini colpiti in Inghilterra ha ricevuto vaccino e non presenta alcuno dei cinque virus noti dell’epatite.

 

 

In questi giorni si è parlato di due bambini ricoverati all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo a causa di un’epatite acuta di origine ignota. Un bimbo di 11 anni e una bimba di 6 anni: il primo ha avuto la necessità di un trapianto.

Il rapporto dell’OMS dice: un bambino morto e 12 trapiantati di fegato nel mondo. Un caso sospetto a Roma.

I casi di epatite acuta a eziologia ignota non sono nuovi e anche a Bergamo se ne affrontano diversi ogni anno. In tutta Italia la situazione è sotto stretto monitoraggio, e proprio due giorni fa la Sigenp, Società italiana di gastroenterologia patologia e nutrizione pediatrica, ha lanciato uno studio in merito ai casi di epatite acuta pediatrica in Italia.

L’obiettivo è quello di capire quanti sono i casi in questo momento in trattamento in tutta Italia, se siano maggiori rispetto agli anni passati o se addirittura si stia verificando un incremento anomalo.

Come sta avvenendo negli ultimi mesi nel Regno Unito, dove si è registrato un forte aumento dei casi di epatite grave tra i bambini sotto i dieci anni. L’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito è stata informata di 74 casi da gennaio 2022, di cui 49 in Inghilterra, 13 in Scozia e i restanti 12 distribuiti tra Galles e Irlanda del Nord. Altri casi isolati di epatite acuta grave nei bambini sono stati identificati negli Stati Uniti, in Spagna e in Irlanda.

L’epatite grave nei bambini, in realtà, è molto rara e non è ancora chiaro che cosa stia causando questo insolito aumento dei casi. La teoria principale è che si tratti di una sorta di infezione virale, forse anche SARS-CoV-2, il coronavirus che causa COVID-19.

Ma quanto è probabile che questi casi di epatite siano collegati al COVID? O c’è una causa più probabile da trovare altrove?

L’epatite è il termine medico per un’infiammazione del fegato. L’infiammazione è una risposta immunitaria generale a un’infezione o lesioni, un segnale che il corpo sta cercando di combattere una potenziale malattia. I sintomi nei bambini di solito includono: urine scure, feci di colore grigio, ingiallimento della pelle e degli occhi (o ittero) e una temperatura corporea elevata.

Con la giusta attenzione medica la condizione di solito può essere trattata, ma in alcuni casi occorre un trapianto di fegato. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riferito che sei dei bambini colpiti nel Regno Unito hanno subito un trapianto.

Le cause possono essere varie, ma nei bambini, l’epatite è solitamente associata a infezioni virali. Alla base delle quali vi sono normalmente i cinque virus dell’epatite: epatite A, B, C, D ed E. Altri virus come gli adenovirus possono causare l’epatite, ma è raro.

Ciò che è insolito nei casi pediatrici degli ultimi mesi è che nessuno dei cinque virus dell’epatite è stato rilevato in nessuno dei piccoli pazienti. Ciò esclude la causa più comune di questi sintomi, lasciando le autorità sanitarie pubbliche alla ricerca di risposte.

Gli adenovirus sono un’infezione virale molto comune negli esseri umani, in particolare nei bambini. Quasi ogni bambino ha almeno un’infezione da adenovirus prima dei dieci anni. Di solito, questi virus causano infezioni dei polmoni e delle vie aeree, con conseguenti sintomi comuni del raffreddore e talvolta polmonite.

In alcuni casi, soprattutto nei bambini di età pari o superiore a cinque anni, gli adenovirus possono causare quella che a volte viene definita “febbre da piscina”, con conseguente mal di gola, febbre e infiammazione degli occhi.

Nei pazienti immunocompromessi (chiunque abbia un sistema immunitario che non funziona correttamente, come quelli sottoposti a trapianti di organi o trattamenti contro il cancro), gli adenovirus possono in rare occasioni causare l’epatite.

Il problema è che nessuno dei bambini colpiti nel Regno Unito, e in altre parti del mondo, era immunocompromesso. Se è l’adenovirus la causa di questi casi, potrebbe significare che è emersa una nuova variante di adenovirus che causa più facilmente l’epatite.

Ma vi sono altre potenziali cause. L’adenovirus sembra essere la spiegazione più probabile, in quanto è un’infezione comune nei bambini e può causare l’epatite. Ma ci sono alcuni scenari alternativi che si stanno esplorando.

L’epatite autoimmune, in cui il corpo stesso attacca il fegato (al contrario di un virus o di un altro agente patogeno che lo attacca), potrebbe potenzialmente causare tali casi. Ma questa è una condizione rara, che colpisce circa 10.000 persone nel Regno Unito e di solito si trova nelle donne intorno ai 45 anni. Al momento sembra però molto improbabile che l’epatite autoimmune sia la causa dei casi che si stanno registrando nei bambini. Troppi casi rispetto alla rarità.

Tra i sospetti c’è il virus del COVID che potrebbe essere dietro questi casi di epatite, poiché SARS-CoV-2 è stato rilevato in alcuni dei bambini. Casi isolati di epatite sono stati riportati in pazienti COVID, ma questo è ancora più raro dell’epatite autoimmune ed è stato osservato principalmente negli adulti con COVID grave.

È importante sottolineare che nessuno dei bambini con diagnosi di epatite nel Regno Unito ha ricevuto una vaccinazione COVID, quindi non c’è alcuna base per credere che i vaccini COVID abbiano qualcosa a che fare con questo picco.

Un’altra possibilità è che questo sia un nuovo sintomo derivante dall’interazione tra virus (forse adenovirus e coronavirus che infettano entrambi lo stesso bambino, per esempio). In alternativa, potrebbe essere causato da un virus completamente diverso non ancora rilevato.

La UK Health Security Agency sta consigliando a genitori e tutori di essere attenti ai segni di epatite. Mentre l’adenovirus attualmente sembra essere la causa più probabile, saranno necessarie ulteriori indagini per confermarlo ed escludere altre possibili spiegazioni come nuovi virus. Potrebbe anche risultare che la causa non è comune tra tutti i casi. Mentre la pandemia di COVID continua, dobbiamo considerare abitualmente il coronavirus come una possibile causa di scenari sanitari insoliti. Allo stesso tempo, non si può presumere che ci sia sempre necessariamente un collegamento.

E se si scopre che l’adenovirus è la causa principale, che cosa si può fare per proteggerci da esso e, a sua volta, ridurre al minimo il rischio di gravi complicazioni? Gli adenovirus si diffondono attraverso l’aria e attraverso il tatto. La principale misura preventiva è il corretto lavaggio delle mani, da parte di bambini e adulti, insieme a una buona igiene respiratoria.

 

 

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