Diabete

La sua “colpa”, secondo gli enti, portare un microinfusore di insulina e controlarsi periodicamente la glicemia. Per il giudice è discriminazione: ciò non impedisce alla giovane di esercitare quel lavoro senza problemi.

 

 

RFI, la società per azioni che gestisce le infrastrutture ferroviarie, è stata condannata a ritirare l’atto che dichiarava l’inidoneitàdi una ragazza, affetta da diabete, che voleva fare la capostazione.

Lavoro al quale non era ideonea, secondo ferrovie italiane, proprio per la sua malattia. La donna si è così rivolta al giudice del lavoro che le ha dato ragione: l’ente ha adottato condotta di natura discriminatoria.

Non solo: condannato anche l’INPS, che attraverso la sua commissione competente aveva dichiarato l’inidoneità, a rifondere 5mila euro alla ricorrente.

Si è così brillantemente conclusa la causa intrapresa da una persona con diabete fortemente penalizzata nelle sue aspettative lavorative e assistita legalmente dall’avvocato, anche lui con diabete, Michele Nannei, consigliere nazionale FAND- Associazione Italiana Diabetici, assistito dalla collega Tiziana Blengino. La ricorrente, Chiara, è iscritta all’ADG-Associazione Diabetici Genova.

La ricorrente non ha negato di essere affetta da diabete, ma anzi ha sostenuto che le sue condizioni cliniche non sono ostative allo svolgimento delle mansioni di capostazione.

L’ordinanza del Giudice del lavoro di Genova pone soprattutto l’accento sul fatto che una dirigente di traffico ferroviario o capostazione, anche se indossa un microinfusore di insulina o deve ogni tanto controllarsi la glicemia, di sicuro non è impedita nello svolgimento al meglio del proprio lavoro.

Il giudice del lavoro di Genova, Margherita Bossi, ha così reso giustizia non solo alla ricorrente, ma a tutte le persone che fino ad oggi erano state discriminate da RFI, società non nuova a simili accadimenti. Già in passato, infatti, si erano verificate esclusioni dai concorsi di persone con diabete.

Nel caso in questione, l’avvocato Nannei aveva chiesto di “accertare e dichiarare che la sua cliente è stata vittima di discriminazione in ragione del suo stato di handicap (diabete); disporre ed ordinare la rimozione dell’atto discriminatorio, il provvedimento del 3/9/2020 attestante la inidoneità fisica alla mansione di Capostazione; disporre la pubblicazione della sentenza su uno o più quotidiani a tiratura nazionale, condannare RFI al risarcimento del danno”.

 

 

 

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