Il farmaco orale di MSD e Ridgeback è un potente analogo ribonucleosidico che inibisce la replicazione di SARS-CoV-2, l’agente causale di COVID-19.

 

MSD (nota come Merck – NYSE: MRK – negli Stati Uniti e in Canada) e Ridgeback Biotherapeutics hanno annunciato, lo scorso 28 gennaio, i dati di sei studi preclinici che dimostrano che molnupiravir, l’antivirale orale contro la COVID-19 in fase di studio, è attivo in vitro contro la variante Omicron del SARS-CoV-2 (B1.1.529).

Queste scoperte da vari studi indipendenti in vitro – afferma Dean Y. Li, Presidente Merck Research Laboratories – hanno dimostrato che molnupiravir ha un’attività virale contro Omicron, la variante prevalente che sta circolando a livello globale e forniscono ulteriore evidenza del potenziale di molnupiravir come importante opzione terapeutica per adulti con COVID-19 lieve-moderata che sono ad alto rischio di progressione severa della malattia”.

Siamo grati a questi ricercatori – prosegue Dean Y. Li per queste importanti evidenze e a tutti i nostri colleghi che stanno lavorando con le autorità regolatorie globali per assicurare che molnupiravir sia ampiamente e tempestivamente accessibile ai pazienti appropriati”.

Gli studi in vitro sono stati condotti in modo indipendente da ricercatori di istituzioni che risiedono in 6 Paesi tra i quali Belgio, Repubblica Ceca, Germania, Polonia, Olanda e Stati Uniti.

Gli studi sono stati condotti su colture cellulari ben consolidate per valutare l’attività antivirale di molnupiravir e altri agenti antivirali contro la COVID-19 verso le varianti di SARS-COV-2 incluso Omicron. Molnupiravir deve essere ancora studiato contro Omicron negli studi clinici.

Sulla base del suo meccanismo d’azione – dichiara Wendy Holman, Chief Executive Officer, Ridgeback Biotherapeutics – e a seguito di queste nuove evidenze che dimostrano l’attività in vitro su molteplici varianti, inclusa Omicron, prevediamo che molnupiravir continui ad essere attivo contro le varianti più preoccupanti e rappresenti un importante strumento nella lotta contro la COVID-19. Siamo grati per gli sforzi dei ricercatori e auspichiamo di continuare il nostro lavoro per contribuire a contrastare la pandemia”.

MSD sta sviluppando molnupiravir in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics; è stato già autorizzato all’uso in più di 10 Paesi tra i quali Stati Uniti, Regno Unito e Giappone.

Molnupiravir (MK-4482/EIDD-2801) è un farmaco orale di un potente analogo ribonucleosidico che inibisce la replicazione di SARS-CoV-2, l’agente causale di COVID-19, che ha dimostrato di essere attivo in diversi modelli preclinici di SARS-CoV-2, inclusi la profilassi, il trattamento e la prevenzione della trasmissione.

I risultati dalla Fase 3 dello studio MOVe-OUT hanno dimostrato l’efficacia di molnupiravir nei pazienti infettati con le varianti Delta, Gamma and Mu del SARS-CoV-2.

I dati preclinici hanno dimostrato anche l’attività antivirale contro la nuova variante identificata Omicron (B1.1.529), anche se deve ancora essere valutato in studi clinici per questa variante.

Molnupiravir è stato studiato come singolo farmaco (senza bisogno di farmaci concomitanti). Sulla base dei dati disponibili, non presenta restrizioni all’assunzione di cibo o aggiustamento del dosaggio in caso di compromissione renale o epatica e non sono state rilevate interazioni farmacologiche con molnupiravir.

Molnupiravir è stato scoperto alla Emory University negli Stati Uniti e sviluppato da MSD in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics ed è stato valutato nello studio MOVe-OUT, uno studio clinico multicentrico di Fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo su pazienti adulti con COVID-19 lieve-moderato confermato da test di laboratorio.

Attualmente è in fase di valutazione anche per la profilassi post-esposizione nel trial MOVe-AHEAD, uno studio globale di fase III, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo.

Lo studio MOVe-AHEAD sta valutando la sicurezza e l’efficacia di molnupiravir nel prevenire la diffusione del COVID-19.  

 

 

Lo studio MOVe-OUT e le precedenti varianti

Lo studio MOVe-OUT (MK-4482-002) (NCT04575597) è un trial multicentrico globale di fase III, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo su pazienti adulti non ospedalizzati con una diagnosi di COVID-19 lieve o moderata confermata in laboratorio.

I pazienti arruolati nello studio non erano vaccinati contro Sars COV-2, presentando almeno un fattore di rischio associato a poor disease outcome,con comparsa dei sintomi entro cinque giorni dalla randomizzazione.

L’obiettivo primario dello studio MOVe-OUT è la valutazione dell’efficacia di molnupiravir 800 mg 2 volte al giorno per 5 giorni, rispetto a placebo e valutata come percentuale dei pazienti arruolati che sono stati ospedalizzati o deceduti, dal tempo della randomizzazione al 29° giorno.

La fase III del trial MOVe-OUT è stata condotta a livello globale, includendo più di 170 siti in vari Paesi tra i quali Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Egitto, Filippine, Francia, Germania, Guatemala, Israele, Italia, Giappone, Messico, Polonia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti, Sud Africa, Spagna, Svezia, Taiwan e Ucraina.

I più comuni fattori di rischio per un poor disease outcome hanno incluso l’obesità, l’età avanzata (> 60 anni), il diabete mellito e malattie cardiovascolari.

I dati clinici dello studio MOVe-OUT sono stati pubblicati su New England Journal of Medicine. Nello studio MOVe-OUT, l’efficacia di molnupiravir è stata coerente in tutti i sottogruppi di pazienti, inclusi i pazienti infettati dalle varianti Delta, Gamma e Mu del SARS-COV-2.

Nella popolazione randomizzata con i dati di sequenziamento virale disponibili (55.3%), le tre varianti più comuni di SARS-CoV-2 erano Delta (58.1%), Mu (20.5%), e Gamma (10.7%).

 

 

Reazioni avverse

Le reazioni avverse più comuni che si sono verificate in una percentuale uguale o superiore all’ 1% dei pazienti trattati con molnupiravir nello studio MOVe-OUT in doppio cieco di fase 3, erano diarrea (2% vs 2% nel gruppo placebo), nausea (1% vs 1% nel gruppo placebo) e vertigini (1% vs l’1% nel gruppo placebo), tutti di grado 1 (lieve) o di grado 2 (moderato).

Eventi avversi gravi si sono verificati nel 7% dei pazienti trattati con molnupiravir e nel 10% dei pazienti nel gruppo placebo; gli eventi avversi più gravi erano correlati al COVID-19. Eventi avversi che hanno portato al decesso si sono verificati in 2 (<1%) dei pazienti trattati con molnupiravir e in 12 (2%) dei pazienti che hanno ricevuto il placebo.

 

 

Autorizzazione all’uso in emergenza di molnupiravir in Italia

Molnupiravir è un antivirale orale (autorizzato per una temporanea distribuzione in condizioni di emergenza con Decreto del Ministero della Salute del 26 novembre 2021) il cui utilizzo è indicato entro 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi.

La durata del trattamento, che consiste nell’assunzione di 4 capsule (da 200 mg) 2 volte al giorno, è di 5 giorni.

La determina AIFA relativa alle modalità di utilizzo è stata pubblicata il 29 dicembre 2021 sulla Gazzetta Ufficiale ed è efficace dal 30 dicembre.

Molnupiravir ha iniziato a essere distribuito da parte della Struttura Commissariale alle Regioni a far tempo dal 4 gennaio e per la sua prescrizione è previsto l’utilizzo di un Registro di monitoraggio.

Le modalità e le condizioni di impiego di molnupiravir sono state definite dalla determina AIFA DG/1644/2021.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha anche provveduto a definire le informazioni per gli operatori sanitari e i pazienti correlate all’uso di molnupiravir, disponibili sul sito dell’Agenzia al seguente link: Uso degli antivirali orali per COVID-19 | Agenzia Italiana del Farmaco.

 

 

MSD è attualmente impegnata ad accelerare l’accesso a molnupiravir dopo l’autorizzazione o l’approvazione degli enti regolatori

L’accesso globale è stata, sin dall’inizio della collaborazione su molnupiravir, una priorità per MSD e Ridgeback. Le aziende sono impegnate a fornire un accesso tempestivo di molnupiravir ai pazienti a livello globale attraverso un approccio complessivo di offerta e di accesso che include l’investimento a rischio nella produzione di milioni di trattamenti, prezzi differenziati in base alla capacità dei governi di finanziare la sanità, la sottoscrizione di accordi di fornitura con i governi, l’allocazione di 3 milioni di trattamenti per la distribuzione attraverso UNICEF e ACT (Accelerator Therapeutics Partnership), la concessione di licenze volontarie ad aziende di generici e al Medicines Patent Pool per rendere disponibile molnupiravir in più di 100 Paesi a basso e medio reddito successivamente all’autorizzazione o approvazione degli enti regolatori locali.

In anticipo rispetto alla conoscenza dei risultati dello studio MOVe-OUT e alla potenziale autorizzazione o approvazione regolatoria, MSD ha prodotto a proprio rischio oltre 10 milioni di trattamenti di molnupiravir entro la fine del 2021 con almeno 20 milioni ulteriori trattamenti previsti per il 2022.

Ad oggi, MSD ha già inviato il farmaco ad oltre 20 Paesi; i pazienti hanno iniziato a ricevere il farmaco nei Paesi dove è già stato approvato o autorizzato.

In aggiunta alla fornitura da parte di aziende di farmaci generici alle quali è stata concessa volontariamente la licenza, MSD ha sottoscritto un accordo con UNICEF per fornire fino a 3 milioni di trattamenti a Paesi a basso e medio reddito nella prima metà del 2022.

MSD ha sottoscritto un accordo di fornitura con il Governo degli Stati Uniti: l’azienda fornirà circa 3,1 milioni di cicli di trattamento di molnupiravir sulla base di un accordo di utilizzo in emergenza (EUA) o approvazione della FDA.

Mentre sono stati  sottoscritti accordi di fornitura e acquisto anticipato per molnupiravir con governi di oltre 30 Paesi nel mondo tra i quali Italia, Australia, Canada, Corea, Giappone, Thailandia, Regno Unito e Stati Uniti in attesa dell’approvazione regolatoria ed è in discussione con numerosi altri Paesi.

MSD intende implementare un approccio di pricing differenziato in base ai criteri di reddito della Banca Mondiale che riflettono la relativa capacità dei Paesi di finanziare la loro risposta di salute alla pandemia.

 

 

 

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)

.