Ecco come vedere e fotografare uno degli spettacoli astronomici più belli di tutto l’anno che verrà.

 

Nella notte tra il 3 e 4 gennaio del nuovo anno il cielo sarà subito protagonista con uno spettacolo unico: la pioggia di stelle cadenti delle Quadrantidi.

Lo sciame meteorico è il risultato dello scontro di particelle che impattano a più di 80 km di quota con la nostra atmosfera alla velocità di 40 chilometri al secondo: questo fa sì che l’attrito prodotto le renda incandescenti e le bruci in meno di un secondo, regalandoci però quel bagliore luminoso che noi chiamiamo stella cadente.

Nel caso delle Quadrantiti queste particelle sono i detriti lasciati dall’asteroide (196256) 2003 EH1 che una volta era una cometa (osservata da astronomi cinesi nel 1490) e che ora occupano una porzione di cosmo attraversata dal nostro pianeta all’inizio di ogni anno.

Sono chiamate Quadrantidi perché si irradiano da una parte di cielo che una volta era occupata dalla costellazione Quadrante Murale, inventata nel 1700 e ora “cancellata”, perché al suo posto vi è una parte della costellazione del Bifolco.

Per vederle bisogna guardare la volta stellata verso nord, in direzione dell’Orsa Maggiore, già a partire dalle 22 e poi nel corso della notte. L’assenza della Luna in cielo favorirà le osservazioni, soprattutto se ci si allontana dalle luci della città verso posti molto bui.

In queste condizioni si potranno vedere fino a 50 meteore all’ora, il massimo per gli sciami meteorici del 2022 secondo gli esperti (di solito se ne osservano dalle cinque alle dieci in un’ora). Ecco la mappa del cielo dove puntare lo sguardo.

Naturalmente il freddo e le condizioni atmosferiche giocheranno un ruolo importante per chi volesse passare la notte ad osservare stelle cadenti, ma lo spettacolo ne varrà certamente la pena.

Infine, come fare delle foto come quella che vedete qui, che riprendano una meteora nel cielo? Innanzitutto, munirsi di un cavalletto o di un supporto per stabilizzare e rendere immobile lo strumento con il quale si intende fotografare.

Poi, puntare sul quadrante di cielo da dove irradiano le stelle cadenti e impostare i settaggi per ottenere massima luminosità (apertura del diaframma). Quindi si può procedere o con pose lunghe, anche di parecchi minuti se si dispone della “posa B” che permette di tenere aperto l’otturatore per quanto si vuole oppure con tanti scatti più brevi dai 5 ai 30 secondi.

Nel primo caso si occupa meno memoria di archiviazione, ma si ottengono le “strisce” delle stelle nel cielo a causa della rotazione della volta celeste. La seconda opzione permette di avere le stelle “fisse” nell’immagine, ma riempie velocemente la scheda di memoria dell’apparecchio. Dipende quindi dallo spazio libero che avete nel vostro dispositivo.

Alla fine della sessione fotografica, doppo aver visionato tutti gli scatti effettuati, si possono cancellare quelli che non contengono meteore (la stragrande maggioranza). Cercare di cogliere “al volo” una stella cadente è invece impresa davvero impossibile, per la rapidità con cui queste sfrecciano nel cielo.

 

Immagine: Kazushi Inagaki/Getty Images

 

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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