Secondo le previsioni sulla Terra cadranno i frammenti della cometa 73P, distruttasi nel 1995, generando uno spettacolo memorabile con centinaia se non migliaia di meteore l’ora. Se i calcoli sono corretti…
Nelle notti del 30 e 31 maggio potrebbe esserci uno straordinario spettacolo di stelle cadenti, con centinaia di meteore l’ora, oppure un bel nulla.
Le previsioni per quanto riguarda gli sciami meteorici sono quasi sempre poco calcolabili (anche per gli appuntamenti fissi annuali come per esempio la notte di San Lorenzo), ma in questo caso per gli astronomi è come lanciare in aria una moneta: o una maestosa pioggia di stelle o il nulla cosmico.
Le stelle cadenti infatti sono generate dai detriti (frammenti grandi quanto grani di polveri) lasciate dalle comete mentre vagano nello spazio nel loro moto orbitale intorno al Sole.
Quando questi minuscoli oggetti incrociano l’orbita della Terra e precipitano nell’atmosfera a velocità elevatissime, si infiammano e bruciano fugacemente, lasciando la traccia luminosa che noi chiamiamo stella cadente.
Nel caso del 31 maggio il nostro pianeta entrerà in una zona dello spazio dove stazionano i residui lasciati dal passaggio periodico della cometa 73P/Schwassmann-Wachmann 3.
Lo sciame di meteore è noto come Tau Erculidi, prendendo il nome dalla posizione del cielo da dove sembrano provenire le stelle cadenti, che nel 1930 8quando fu scoperta la cometa) era vicino alla stella di magnitudine +3,9 Tau Herculis, anche se adesso si è spostato nell’adiacente costellazione del Bifolco.
Ma c’è un fatto particolare che potrebbe appunto rendere eccezionale questo passaggio. Vediamo la storia.
La cometa 73P fu scoperta appunto nel 1930 come un debole oggetto in transito nella costellazione di Ercole. Calcolando la sua orbita, inclinata di poco più di 11 gradi rispetto al piano dell’eclittica e con un periodo di 5,4 anni, gli astronomi si aspettavano quell’anno che, passando a soli nove milioni di chilometri dal nostro pianeta, sarebbe apparsa in cielo brillante e maestosa.
Così non fu, e l’oggetto non si vide a occhio nudo come sperato. L’astronomo George Van Biesbroeck notò però che la cometa appariva “a forma di fuso” vista attraverso il gigantesco rifrattore dell’Osservatorio di Yerkes, forse la prima volta che gli esseri umani avevano messo gli occhi sul nucleo di 1,3 km di una cometa.
Nei successivi decenni la 73P non fece parlare molto di sé, fino al 1995, quando la sua luminosità aumentò improvvisamente di ben 400 volte.
Le osservazioni dell’European Southern Observatory hanno spiegato quel fenomeno: la cometa si era spezzata in quattro parti separate e successive osservazioni di Hubble e del telescopio spaziale Spitzer nel 2006 scoprirono altre dozzine di frammenti.
Nella maggior parte degli anni, gli sciami meteorici della 73P non sono stati un granché, ma le simulazioni al computer mostrano che le cose potrebbero diventare interessanti alla fine di questo mese. Nel 2022, infatti, la Terra dovrebbe attraversare un paio di sciami di detriti lasciati dalla cometa nei suoi precedenti passaggi intorno al Sole.
In particolare, l’astronomo Jérémie Vaubaillon di Parigi, ha stimato un incontro con i flussi di detriti dei passaggi del 1892 e del 1897, prima della scoperta della cometa.
Dalla densità di questi flussi si determina quanto intensa sarà la pioggia di stelle cadenti. Ma c’è di più. Due studi separati, uno di un team giapponese guidato dall’astronomo Shun Horii e un altro di un team tedesco guidato dall’astronomo Hartwig Lüthen, hanno entrambi raggiunto la stessa conclusione: quest’anno la Terra passerà anche nel flusso di frammentazione del 1995.
Ed è in base a questi calcoli che gli astronomi prevedono uno sciame meteorico come mai visto prima il 31 maggio.
La data e l’ora per assistere a questo spettacolo sono la mattina di martedì 31 maggio intorno alle 5. La zona del cielo da dove dovrebbero arrivare le stelle cadenti è in alto guardando a ovest, nella direzione della stella gialla Arturo. Anche l’assenza della Luna, che è nuova il 30 maggio, favorirà le osservazioni.
Le previsioni dicono che il tasso di meteore per ora potrebbe variare da 140 (simile alle Geminidi e alle Perseidi annuali) fino ad arrivare e superare le 1.400 all’ora: significa una vera e propria tempesta di stelle cadenti.
Oppure, se la densità dei detriti lasciati dalla frammentazione del 1995 è inferiore a quanto stimato, si vedrà poco o niente, proprio come negli anni precedenti. Il bello degli spettacoli astronomici è anche questo, non sai mai quello che potrebbe capitare.
Foto: Jeff Sullivan
