Malattia che compromette le funzioni del cuore, che non riesce (o fatica) a pompare sangue nel resto dell’organismo.
L’emergenza sanitaria legata al nuovo coronavirus sta entrando in una nuova fase che potrebbe essere decisamente complicata. Da una parte la campagna di vaccinazione sta limitando la diffusione del virus e i ricoveri, dall’altra negli ospedali tornano le persone alle prese con gli effetti a lungo termine del contagio.
Parliamo dell’ormai noto Long Covid, ossia i problemi di salute causati dall’infezione anche a mesi di distanza dalla guarigione. E che non sono assolutamente collegati al vaccino, essendo il long Covid comparso, osservato e studiato nei primi guariti da Covid e anche in positivi asintomatici di prima dell’arrivo dei vaccini che anzi sembrano avere effetti protettivi anche rispetto al long Covid.
In poche parole, il virus, soprattutto nei casi gravi, lascia il segno sull’organismo. Nel corso dei mesi le ricerche, gli studi e le indagini stanno delineando i confini del Long Covid, ossia stanno individuando quelli che sono gli effetti a lungo termine e le ripercussioni sull’organismo dei soggetti che hanno contratto il virus.
Il nuovo allarme viene da Napoli, dove in molti pazienti Long Covid è stata diagnosticata la cardiopatia dilatativa. “Iniziamo ad avere un quadro chiaro del danno prodotto dalla pandemia e stiamo registrando una vera e propria emergenza per quel che riguarda le cardiopatie dilatative post Covid, quella che in ambito cardiologico potremmo definire la malattia del futuro“, dichiara Ciro Mauro, direttore della struttura complessa di Cardiologia del Cardarelli di Napoli.
L’attenzione sulla cardiopatia dilatativa post ischemica e post Covid è aumentata dopo un recente convegno durante il quale è emersa questa situazione considerata emergenziale. Qualcuno parla addirittura della cardiopatia dilatativa come una delle malattie più frequenti nei prossimi mesi se non addirittura nei prossimi anni.
Ma di che cosa stiamo parlando esattamente? La cardiomiopatia dilatativa è malattia che compromette le funzioni del cuore, che non riesce (o fatica) a pompare sangue nel resto dell’organismo. Può essere causata dalla cardiopatia ischemica, una condizione che si verifica quando c’è un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al muscolo. I sintomi della cardiomiopatia dilatativa sono:
- pallore cutaneo
- debolezza o spossatezza
- poca resistenza allo sforzo
- respiro affannoso in occasione di sforzi talora anche modesti o quando si è sdraiati
- tosse secca persistente
- gonfiore addominale, delle gambe, dei piedi e delle caviglie
- aumento improvviso di peso causato dalla ritenzione idrica
- perdita di appetito
- palpitazioni
- capogiri o svenimenti.
