Studio italiano mostra che un basso rapporto tra testosterone ed estradiolo si associ in entrambi i sessi ad un aumentato rischio di mortalità.

 

 

La prevenzione della cardiopatia ischemica, patologia a carico delle arterie coronariche che portano sangue al cuore, ha fatto passi da gigante negli ultimi decenni, permettendo una notevole riduzione dei tassi di eventi acuti, che vanno dall’infarto alla morte.

Tuttavia, l’incidenza mondiale di cardiopatia ischemica è ancora molto elevata. La malattia colpisce entrambi i sessi, ma spesso con una fisiopatologia, sintomatologia e risposta alle terapie molto diversa: per tale ragione gli attributi biologici sono stati rivendicati come i principali fattori di queste differenze, canalizzando l’attenzione sul possibile ruolo degli ormoni sessuali.

Uno studio italiano, a cui partecipano i ricercatori della Sapienza, ha valutato l’impatto dei livelli di testosterone e di estradiolo sull’attivazione delle piastrine del sangue, processo direttamente collegato al rischio di eventi coronarici acuti.

I risultati del lavoro, condotto su un campione di oltre 430 pazienti di entrambi i sessi, sono stati pubblicati sulla rivista Journal of Endocrinological Investigation. Lo studio EVA (Endocrine Vascular Disease Approach) condotto su 434 soggetti con cardiopatia ischemica, ospedalizzati e sottoposti a coronarografia e, o, a intervento di angioplastica, ha valutato l’impatto degli ormoni sessuali maschili (testosterone) e femminili (estradiolo) sulla gravità della patologia coronarica e in particolare sull’attivazione delle piastrine del sangue, direttamente associate al rischio di eventi coronarici acuti.

Lo studio, iniziato nel 2015, con un finanziamento del Ministero dell’Università e ricerca, da Valeria Raparelli del Dipartimento di Medicina sperimentale della Sapienza, e ora all’Università di Ferrara, ha coinvolto altre università: italiane (Ferrara e Milano), inglesi (Liverpool) e canadesi (Alberta e McGill).

I risultati dello studio EVA, pubblicati sulla rivista Journal of Endocrinological Investigation, hanno messo in evidenza come un basso rapporto tra testosterone ed estradiolo si associ in entrambi i sessi ad un aumentato rischio di mortalità nei due anni successivi la valutazione. Inoltre, è stato visto come da tale relazione dipenda una maggiore attività delle piastrine.

Alla luce del ruolo chiave dell’attivazione piastrinica sul rischio di eventi acuti coronarici, la correlazione con il rapporto tra testosterone ed estradiolo apre nuovi orizzonti di ricerca: questi risultati suggeriscono l’utilità di valutare gli ormoni sessuali in entrambi i sessi per la pianificazione di nuove strategie terapeutiche che tengano anche conto dell’equilibrio ormonale di ciascun individuo affetto da cardiopatia ischemica.

 

 

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