Consente ai medici di esaminare i  cuori alla ricerca di tessuto cicatriziale eliminando la necessità di iniezioni di contrasto richieste per la tradizionale risonanza magnetica cardiovascolare.

 

Una nuova tecnologia di intelligenza artificiale (IA) per l’imaging cardiaco può potenzialmente migliorare l’assistenza ai pazienti, consentendo ai medici di esaminare i loro cuori alla ricerca di tessuto cicatriziale eliminando la necessità di iniezioni di contrasto richieste per la tradizionale risonanza magnetica cardiovascolare (CMR).

Un team di ricercatori che ha sviluppato la tecnologia, compresi i medici dell’UVA Health, riporta il successo dell’approccio in un nuovo articolo sulla rivista scientifica Circulation. Il team ha confrontato il suo approccio IA, noto come Virtual Native Enhancement (VNE), con le scansioni CMR con mezzo di contrasto ora utilizzate per monitorare la cardiomiopatia ipertrofica, la condizione cardiaca genetica più comune. I ricercatori hanno scoperto che la VNE produceva immagini di qualità superiore e catturava meglio le prove di cicatrice nel cuore, il tutto senza la necessità di iniettare l’agente di contrasto standard richiesto per la CMR.

“Questo è un progresso potenzialmente importante, soprattutto se può essere esteso ad altri gruppi di pazienti”, ha affermato Christopher Kramer, capo della Divisione di Medicina Cardiovascolare presso l’UVA Health, l’unico Centro di Eccellenza della Virginia designato dalla Hypertrophic Cardiomyopathy Association. “Essere in grado di identificare la cicatrice nel cuore, un importante contributo alla progressione verso l’insufficienza cardiaca e la morte cardiaca improvvisa, senza contrasto, sarebbe altamente significativo. Le scansioni CMR verrebbero eseguite, con risultati uguali se non superiori alle tecniche attuali, risparmiando sui costi e su qualsiasi rischio, anche se basso, dell’agente di contrasto”.

 

Cardiomiopatia ipertrofica per immagini

La cardiomiopatia ipertrofica è la malattia cardiaca ereditaria più comune e la causa più comune di morte cardiaca improvvisa nei giovani atleti. Provoca l’ispessimento e l’irrigidimento del muscolo cardiaco, riducendo la sua capacità di pompare il sangue e richiedendo un attento monitoraggio da parte dei medici. La nuova tecnologia VNE consentirà ai medici di visualizzare il cuore più spesso e più rapidamente, affermano i ricercatori. Può anche aiutare i medici a rilevare prima i sottili cambiamenti nel cuore, anche se sono necessari ulteriori test per confermarlo. La tecnologia andrebbe anche a beneficio dei pazienti allergici all’agente di contrasto iniettato per la CMR, così come a beneficio dei pazienti con grave insufficienza renale, un gruppo che evita l’uso dell’agente.

Il nuovo approccio funziona utilizzando l’intelligenza artificiale per migliorare le “mappe T1” del tessuto cardiaco create dalla risonanza magnetica (MRI). Queste mappe sono poi combinate a una tecnologia che permette di trasformarle in un film del tessuto cardiaco in movimento, in questo caso il cuore che batte.

Sulla base di questi input, la tecnologia può produrre qualcosa di virtualmente identico, anzi migliore, alle tradizionali scansioni cardiache CMR con mezzo di contrasto che i medici sono abituati a leggere. “Evitare l’uso del contrasto e migliorare la qualità dell’immagine nella CMR aiuterebbe solo sia i pazienti che i medici a lungo termine”, conclude Kramer. I creatori della tecnologia prevedono ora il suo utilizzo anche per indagare molte altre condizioni cardiache: “VNE ha un enorme potenziale per migliorare significativamente la pratica clinica, ridurre i tempi e i costi di scansione ed espandere la portata della CMR nel prossimo futuro”.