A preoccupare sono le ospedalizzazioni, che in questo periodo coprono ben il 40% dei posti letti in terapia intensiva.
Spagna: aumentano i contagi e le ospedalizzazioni. Secondo le autorità spagnole e straniere il Paese si trova nella fase iniziale della quinta ondata. Dopo aver alleggerito le misure di sicurezza la Spagna deve gestire un aumento dei casi e la fine del periodo estivo con i molti turisti in visita.
A preoccupare sono le ospedalizzazioni, che in questo periodo coprono ben il 40% dei posti letti in terapia intensiva. In particolare, sono i giovani che vengono maggiormente ricoverati, anche se impiegano meno tempo a guarire. La media dei contagiati è scesa infatti da 59 anni della quarta ondata a una media di 51 anni.
A decretare l’inizio della quinta ondata non è solo la conferma di un aumento dei contagi (su categorie sempre più variegate della popolazione); è soprattutto il numero dei posti letto in terapia intensiva occupati.
Attualmente gli ospedali della Catalogna e di Madrid hanno un tasso di posti letti in terapia intensiva occupati da pazienti covid pari al 40%. L’età media di questi ricoveri si è ulteriormente abbassata, da 59 anni della quarta ondata ai 51 di questa nuova ondata.
Inoltre, sempre più giovani manifestano sintomi e devono essere ricoveri negli ospedali, seppure in condizioni più favorevoli e con capacità di recupero nettamente migliore. Infatti, i casi di ventenne sono raddoppiati (dal 10% al 19%) mentre i casi di trentenni sono addirittura quadruplicati (dal 4% al 15%). Complice di questi numeri è il periodo di feste e ferie, ma anche la campagna vaccinale è risultata poco efficace, infatti, la maggior parte dei ricoverati non è stato vaccinato (tra il 70 e il 90%), perché ancora non è stato chiamato dalle autorità sanitarie.
La Spagna deve cercare di correre ai riparti prima della ripartenza e delle riaperture delle scuole a settembre, infatti, non ha ancora immunizzato gran parte dei giovani. Attualmente solo il 52,5% degli studenti tra i 12 e i 19 è stato vaccinato con una sola dose e ancora meno ha ottenuto entrambi le dosi (10%).
La Spagna, come tutta la penisola iberica, è uno dei luoghi turistici per eccellenza in Europa. Quest’anno, sempre considerando il periodo pandemico, la Spagna ha riscontrato un boom turistico: a giugno contava 2,2 milioni di turisti.
Questo può aver avuto effetti a lunga durata sulla diffusione della variante Delta, che oggi sta mettendo il Paese a rischio. Neanche il tempo di prendere un sospiro di sollievo, ovvero l’eliminazione della mascherina per strada, che i contagi sono saliti oltre i 10.000 casi al giorno.
