Il laboratorio di analisi chimico cliniche e di microbiologia dell’ospedale Niguarda di Milano, diretto da Francesco Scaglione, analizza i tamponi risultati positivi al Covid e li sequenzia.

 

L’importante lavoro risulta fondamentale per individuare tutte le varianti in circolazione e per capire come si diffondono sul territorio.

Come già successo in Gran Bretagna, ora è la variante Delta quella che circola di più, stando ai dati di metà luglio 2021.

Ma che cosa vuol dire sequenziare un genoma? Scaglione dice: “Si tratta di andare a vedere tutti i geni di questo virus e vedere se ci sono delle mutazioni rispetto al ceppo originario o ad un’altra variante”.

Solitamente i virus mutano. E la mutazione può dare al virus la capacità di infettare più velocemente, come è capitato con la variante Delta.

Tutti i laboratori d’Italia immettono i dati in un’unica piattaforma. Durante il processo di sequenziamento, quando l’eventuale Rna presente si amplifica in tante copie, questo acido nucleico viene frammentato in modo da poter essere letto da uno strumento che dopo 17-18 ore di lavorazione riesce ad elencare tutti gli amminoacidi presenti.

Una volta avuti i risultati, si inseriscono in una piattaforma nazionale in cui tutti i laboratori mettono le loro sequenze. Solo così si vedono eventuali nuove varianti presenti sul territorio.