Si basa sul tracciamento continuo anche in tempi senza epidemie in azione.

 

Come spiega Anna Teresa Palamara, responsabile del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (ISS), non vi è alcun motivo di creare allarmismi se si è in grado di individuare subito i casi da “spegnere” sul nascere.

Per esempio, attualmente c’è massima allerta per la variante Delta (indiana) che sta creando problemi nella supervaccinata Gran Bretagna. Palamara è super tranquilla dal momento che la situazione è sotto controllo, almeno per quanto riguarda il nostro Paese: “La variante indiana, classificata come Delta, non costituisce un particolare pericolo per l’Italia”.

L’importante, aggiunge la dirigente ISS, è continuare con le attività di tracciamento. Proprio a questo scopo sta per partire una rete di tracciamento italiana anti-epidemica, la Ria, che si occuperà tramite una piattaforma pubblica di sorvegliare l’andamento dei contagi, sequenziare i virus e portare avanti la ricerca.

“Abbiamo lavorato intensamente per mettere a punto col ministero della Salute e la struttura commissariale coordinata dal generale Figliuolo un presidio di contrasto alla pandemia che vuole diventare permanente per scongiurare le prossime emergenze”, racconta Palamara.

“Sono coinvolti i laboratori di microbiologia presenti sul nostro territorio. È un network che permetterà di lavorare tutti insieme e di garantire un’azione di sorveglianza equilibrata in tutte le Regioni. Obiettivo principale, individuare precocemente le varianti e arrivare a sequenziare il 5% dei campioni positivi nei periodi ad alta circolazione del virus e il 20% in quelli a bassa circolazione”.

Un progetto ambizioso che, se realizzato, potrebbe realmente fare la differenza adesso nella lotta contro il Covid. Del resto, come precisa Palamara, non possiamo stupirci se vi sono e vi saranno varianti del Coronavirus. Il Sars-Cov-2 è un virus, ed i virus mutano per adattarsi all’ospite e sopravvivere.

Non è poi detto che tali mutazioni siano più aggressive e pericolose del patogeno originario, o meno sensibili al vaccino. Ma il progetto ha un obiettivo che va oltre il Covid, riguarda tutte le possibili future epidemie o pandemie da poter controllare prima che diventino emergenza. Si può, si deve. Predire e prevenire è molto più vantaggioso per salute ed economia della popolazione che subire i violenti capricci di un virus dilagante.

 

 

 

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