prostata

I ricercatori del Centro per il cancro dell’università della Virginia (UVA) hanno svelato nuove importanti informazioni su come gli ormoni “maschili” agiscono sulle nostre cellule.

 

Sembra che alcuni farmaci che bloccano un enzima che ripara il DNA cellulare all’inizio siano efficaci ma poi possono favorire la diffusione del cancro. Quindi andrebbero usati in modo diverso, “intelligente”. Il tutto ha negli androgeni un interruttore che innesca o blocca la cascata di eventi.

Ma andiamo con ordine. I ricercatori del Centro per il cancro dell’università della Virginia (UVA) hanno svelato nuove importanti informazioni su come gli ormoni “maschili” noti come androgeni agiscono sulle nostre cellule e la scoperta potrebbe aumentare gli sforzi per sviluppare trattamenti migliori per i tumori della prostata, delle ovaie e della mammella. Gli androgeni interagiscono con i loro recettori all’interno delle cellule per influenzare l’attività genica. Questo processo è importante sia nelle cellule sane sia in alcuni tipi di cancro.

La terapia ormonale per il cancro alla prostata, per esempio, mira a ridurre la quantità di androgeni nel corpo o ad impedirgli di “alimentare” le cellule tumorali. Tuttavia, l’approccio non funziona per alcuni uomini e per altri alla fine fallisce. Quindi gli scienziati si sono impegnati nel capire meglio come le nostre cellule e il cancro interagiscono con gli androgeni.

“Il nostro studio rivela un nuovo meccanismo per il modo in cui gli androgeni regolano la comunicazione all’interno delle cellule di cancro alla prostata – spiega Bryce M. Paschal, del Dipartimento di Biochimica e Genetica Molecolare della Scuola di Medicina UVA -. Le terapie anti-androgeniche continuano ad essere la pietra angolare per la terapia del cancro alla prostata. Più comprendiamo come funzionano gli androgeni, più facile sarà progettate terapie ancora migliori”.

In un articolo sulla rivista scientifica Nature Communications, Paschal e colleghi descrivono come un complesso sistema di segnalazione regola l’attività dei recettori degli androgeni. Il sistema utilizza uno “scrittore” e un “lettore” per modificare le proteine ​​cellulari, un po’ come un computer legge e scrive le informazioni.

Gli scienziati hanno quindi studiato e valutato l’importanza di queste proteine ​​modificate, ma capire come influenzano i recettori degli androgeni è stato difficile. Una chiave del processo di regolazione, trovata dal team UVA, è un enzima, Parp7, prodotto dal gene PARP7. Parp7 fa parte di una famiglia di enzimi coinvolti in importanti funzioni cellulari, inclusa la riparazione del DNA.

Alcuni farmaci antitumorali prendono di mira determinati enzimi Parp; questi farmaci sono usati per trattare il cancro alla prostata, alle ovaie e al seno in pazienti che hanno nei geni mutazioni di riparazione del DNA. E mentre gli androgeni sono solitamente discussi nel contesto del cancro alla prostata, gli androgeni possono essere importanti anche nel cancro delle ovaie e della mammella.

Le nuove scoperte di Paschal offrono nuove informazioni su questi farmaci anti-Parp e potrebbero portare a trattamenti che aiutino i pazienti a ottenere i migliori risultati. Paschal e il suo team hanno trovato livelli più bassi di Parp7 nel cancro alla prostata diffuso ad altre parti del corpo rispetto ai tumori iniziali. Ciò potrebbe suggerire che una riduzione di Parp7 (da farmaci) è associata alla progressione della malattia.

Con le loro nuove intuizioni sugli androgeni, i ricercatori UVA stanno fornendo importanti nuove direzioni da esplorare nella battaglia contro la prostata e altri tumori. “I nostri prossimi passi saranno quelli di utilizzare modelli preclinici per determinare il ruolo che questo percorso gioca nella progressione del cancro alla prostata e se l’inibizione dei percorsi rallenta la malattia – conclude Paschal -. Siamo molto entusiasti di ciò che abbiamo scoperto finora. Il nostro studio sottolinea che c’è ancora così tanto da imparare e che la scienza di base gioca un ruolo fondamentale nella definizione del contesto molecolare per l’azione degli enzimi e dei farmaci”.

 

 

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