influenza

 

 

Lo confermano i dati 2020-2021 e trovano applicazione nelle indicazioni per la stagione 2021-2022 appena divulgate dal ministero.

 

Probabilmente, ci ricorderemo dell’inverno 2020-2021 come l’anno in cui l’influenza non è praticamente esistita. Quest’anno, infatti, l’incidenza non ha mai raggiunto la soglia epidemica e, dall’inizio della sorveglianza, sono stati poco più di 2 milioni gli italiani colpiti, a fronte degli oltre 7 della scorsa stagione; situazione che ha evitato di caricare ulteriormente gli ospedali, già gravati dal peso della pandemia.

Ciò è avvenuto molto probabilmente in virtù dell’aumento delle vaccinazioni antinfluenzali e delle restrizioni legate alla pandemia da Covid-19, il che suggerisce di proseguire su questa strada senza allentare le misure di prevenzione.

L’8 aprile, il ministero della Salute ha, infatti, già diramato le proprie raccomandazioni per il controllo dell’influenza nella stagione 2021-2022, rese ancora più necessarie dalla quasi certa coesistenza con la persistente pandemia Covid.

La circolare ministeriale raccomanda il rispetto delle usuali misure di protezione personale: lavarsi regolarmente le mani, rimanere a casa se si hanno sintomi attribuibili a malattie influenzali, evitare di toccarsi occhi, naso o bocca e usare mascherine chirurgiche se si presenta sintomatologia influenzale. Inoltre, evitare il contatto con persone ammalate, mantenendo un distanziamento fisico di almeno un metro, ed evitare posti affollati.

Il ministero ribadisce, però, che la forma di prevenzione più efficace resta comunque la vaccinazione antinfluenzale. A tal proposito, poiché la campagna di vaccinazione antinfluenzale della prossima stagione sarà ancora all’insegna dell’emergenza pandemica, sono state confermate le indicazioni già diramate per quest’anno.

In particolare, come nella precedente circolare, quella attualmente in vigore, la vaccinazione sarà fortemente raccomandata e sarà gratuitamente offerta alla fascia di età 60-64 anni, allo scopo di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce di età a maggiore rischio di malattia grave.

Tenuto conto dell’attuale situazione pandemica, sarà inoltre necessario anticipare la campagna di vaccinazione antinfluenzale all’inizio di ottobre. E, analogamente allo scorso anno, il provvedimento raccomanderà la vaccinazione nella fascia di età 6 mesi-6 anni, anche allo scopo di ridurre la circolazione del virus influenzale fra gli adulti e gli anziani. La vaccinazione, davanti al permanere della pandemia, richiederà infine un focus su operatori sanitari e sociosanitari che operano a contatto con i pazienti, per cui è appena scattato l’obbligo di vaccinarsi contro il Covid, e sugli anziani istituzionalizzati in strutture residenziali o di lungodegenza.

Tra le altre categorie prioritarie vengono segnalate, oltre agli anziani over65 (che rimangono la categoria più colpita sia dal Covid19 sia dall’influenza e più soggetta al rischio di complicanze, talvolta anche gravi), anche le donne in gravidanza e persone con patologie quali diabete, ipertensione, HIV-AIDS, asma.

In questo modo, nell’attesa che la pandemia da Covid-19 gradualmente si indebolisca anche grazie a una campagna vaccinale sempre più serrata, si spera di riuscire, anche per il prossimo anno, a contenere il virus influenzale e ad evitare che si vada a sovrapporre al Covid-19 aggiungendo ai ricoveri da Coronavirus anche quelli da influenza, andando ad appesantire ulteriormente la situazione degli ospedali”, commenta Fabrizio Pregliasco, Direttore scientifico di Osservatorio Influenza, Virologo, Ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano e Direttore Sanitario I.R.C.C.S. Istituto Ortopedico Galeazzi.

 

 

 

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