Le nuove indicazioni che arrivano parlano di una possibile correlazione tra il vaccino contro il Covid e la pillola. Perché? Proviamo a fare chiarezza.

 

La sospensione del vaccino AstraZeneca è arrivata alla luce dei dati arrivati dalla Germania, dove sono stati registrati sette casi di trombosi cerebrale: sei donne tra 20 e 50 anni e un uomo. La sospensione è scattata in via precauzionale e al momento non ci sono evidenze che possano portare a collegare gli eventi avversi gravi con la somministrazione del vaccino.

Molti esperti, in attesa del giudizio dell’Ema, che dovrebbe procedere con il nuovo via libera alla somministrazione del vaccino, si aspettano una nota dell’Agenzia europea sulle donne che prendono la pillola. Ma perché?

Una risposta arriva da Palù, ospite a Porta a Porta. “Il rapporto rischi-benefici per il vaccino di AstraZeneca è nettamente a favore dei benefici. Ovviamente si può attendere la valutazione dell’Ema che, probabilmente, io mi aspetto, darà una nota di avvertenza perché se ci sono soggetti femminili che hanno avuto trombosi, bisognerà studiarli. Soprattutto le donne che prendono la pillola, che è un farmaco pro-trombotico o che hanno difetti della coagulazione. Una maggiore attenzione, cioè, per questi soggetti“.

Riassumendo, la pillola aumenta il rischio trombotico. Il Covid, in una percentuale considerevole di casi, ha complicanze tromboemboliche. La vaccinazione contro il Covid, non solo con AstraZeneca, rappresenta un rischio ma parliamo di una percentuale bassissima. Ma attenzione: i vaccini non hanno alcuna conseguenza diretta sulla coagulazione del sangue. Il sistema immunitario però, e qui entriamo nel campo delle ipotesi, può attivare un meccanismo che va ad agire anche sulla coagulazione. Ripetiamo, qui siamo nel campo delle ipotesi.

 

 

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