E’ la nostra stella e lo vediamo (quasi) tutti i giorni. Ma cosa sappiamo veramente sul Sole?

Di cosa è fatto il Sole?

È composto per tre quarti da idrogeno e per il restante da elio, più piccolissime percentuali di elementi chimici più pesanti. Il secondo viene prodotto dalla fusione nucleare del primo, e fu scoperto proprio osservando il Sole.

Sulla Terra è infatti un gas raro e nobile, cioè non si lega con nessun altro elemento, e per questi motivi non fu individuato fino a quando gli astronomi analizzarono la composizione della luce solare. Nel 1868, durante un’eclisse, fu osservata la presenza di un elemento allora sconosciuto e fu proposto di chiamarlo come il dio greco del sole, Helios.

 

La velocità del Sole

Abbiamo imparato che è la Terra che ruota attorno al Sole e non viceversa, come si credeva nell’antichità, e quindi pensiamo che la nostra stella sia relativamente immobile. Ma non è così. Il Sole si muove molto velocemente all’interno della Via Lattea.

Infatti si trova nella periferia della nostra galassia, a circa ventiseimila anni luce di distanza dal centro, attorno al quale compie una rotazione completa ogni 230 milioni di anni. Significa che all’epoca dei dinosauri il Sole si trovava esattamente dalla parte opposta della Via Lattea rispetto ad ora.

La sua velocità orbitale è stata calcolata in 220 chilometri al secondo: ciò vuol dire che se il Sole si muovesse con tale velocità verso di noi impiegherebbe solo una settimana a raggiungere la Terra.

 

Quanto è caldo il Sole?

Si potrebbe pensare che la temperatura del Sole sia immensa, data la quantità di calore che percepiamo ogni giorno sulla Terra, ma in realtà se si potesse mettere un termometro sulla sua superficie questo segnerebbe solo 5.600 gradi, circa un decimo rispetto alle stelle più calde del cosmo.

Il calore infatti si trova nel nucleo, dove avvengono le reazioni termonucleari, che arriva a quasi quattordici milioni di gradi. Inoltre la sua superficie è avvolta da uno strato di gas molto rarefatti, la corona solare, che invece stranamente è molto più calda della superficie, toccando il milione di gradi.

 

La fabbrica dei neutrini

Nel nucleo della nostra stella c’è una fucina che produce incessantemente una marea di particelle, i neutrini, come risultato delle reazioni nucleari che la fanno brillare. Sono così tanti che quando arrivano sulla Terra ne passano 65 miliardi in un’area grande quanto un pollice. Niente paura, però: i neutrini sono così piccoli (hanno una massa quasi nulla) che interagiscono poco o nulla con la materia (non hanno neanche carica elettrica).

Anche se poco pesanti se prese singolarmente, comunque, c’è da chiedersi se in totale una tale perdita di particelle dal Sole consumi in qualche modo tutta la materia di cui è composto. Si è calcolato che ogni secondo dalla nostra stella se ne vanno più di quattro milioni di tonnellate durante i processi di fusione nucleare, tanto quanto 75 volte il peso del Titanic.

Facendo due conti si trova che ogni miliardo di anni il Sole perde una massa pari a venti volte quella della Terra, ma che è appena la metà di un millesimo della sua massa totale.

 

La fine del Sole

La nostra stella è un astro relativamente giovane: ha circa cinque miliardi di anni. È a metà del suo ciclo vitale secondo gli astrofisici. Poiché non è molto massiccia e non consuma velocemente il carburante che la fa risplendere, continuerà a rimanere tale e quale per altri cinque miliardi di anni. Ma poi qualcosa cambierà. Una volta finito di trasformare nel nucleo tutto l’idrogeno in elio, il Sole attraverserà una fase di instabilità che lo porterà a gonfiarsi e a raffreddarsi, diventando una stella gigante rossa.

In questa fase si espanderà così tanto che la sua superficie arriverà a lambire l’orbita della Terra, rendendo quindi impossibile la vita sul pianeta. Successivamente tutte le reazioni termonucleari si spegneranno e il Sole si ritirerà fino a diventare una nana bianca, cioè una piccola stella – grande quanto la Terra- debolmente luminosa e destinata a raffreddarsi e a scomparire.

 

 

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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