In un solo anno abbattute le emissioni di oltre dieci volte rispetto a quanto ottenuto dagli accordi sul clima di Parigi.

 

 

Che gli accordi sul clima di Parigi del 2015 fossero praticamente inutili per quanto riguarda la riduzione dell’emissione di CO2 era già chiaro da tempo: mentre la quantità di tonnellate di gas rilasciati in atmosfera calava di solo lo 0,8% annuo per i Paesi fortemente e mediamente ricchi, per quelli a basso reddito pro capite l’aumento di emissione galoppava al ritmo del 4,5% in più ogni anno.

In questo senso, più degli inefficaci accordi tra governi, ha fatto la pandemia di Covid-19: rispetto al 2019 il calo di emissioni è stato mediamente del 9% nei Paesi ricchi e del 5% in quelli a basso reddito. Lo rivela uno studio pubblicato su Nature Climate Change nel quale gli autori affermano che la vistosa diminuzione, oltre dieci volte la media annuale dal 2015, si deve alle restrizioni e lockdown che hanno limitato le varie attività nel mondo.

Secondo i calcoli effettuati, nel 2020 si è avuta una riduzione di oltre 2,6 miliardi di tonnellate di CO2, ma per gli esperti questo non influirà a lungo termine sugli effetti eventuali del calo di emissioni globale.

 

 

 

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