In Europa per ora è dovuta alla Delta, e alla sub variante Delta Plus, che è molto “controllabile” nei Paesi che per primi hanno introdotto l’obbligo di Green pass.

 

Una cosa è certa: il primo ceppo del virus causa della pandemia è ormai sconfitto, da restrizioni e vaccini. Sembrava finita, ma ora il mondo è di nuovo sotto attacco a causa delle varianti del Covid. Prima l’Alfa, ex inglese. Poi la Delta controllabile dalle vaccinazioni e, ultima arrivata (si spera), Omicron, capace in alcuni casi di “bucare” l’immunità acquisita da guariti e vaccinati.

E siamo così alla quarta ondata (Israele già teme la quinta). In Europa per ora è dovuta alla Delta, e alla sub variante Delta Plus, che è molto “controllabile” nei Paesi che per primi hanno introdotto l’obbligo di Green pass, o simili, e hanno alte percentuali di vaccinati completi.

È proprio il caso dell’Italia che è ormai l’unica a non essere classificata in situazione preoccupante. Ma anche per l’Italia il vento sembra stia cambiando e sta per rovinare le festività in arrivo.

È in corso un nuovo picco e vi sono i primi casi di Omicron, ufficialmente 26 ma probabilmente già il doppio (mentre in Gran Bretagna, che solo ora mette Green pass e ripristina restrizioni, sono già oltre 600 i casi confermati) e le Regioni “campanello d’allarme”, le stesse travolte dalla prima ondata, già danno di nuovo i numeri: il Veneto con 4062 casi in 24 ore, la Lombardia con 4.024. Inoltre, già sette Regioni e Province autonome superano la soglia di allerta del 10% per l’occupazione di posti letto Covid nelle terapie intensive: Calabria, che da lunedì passa in zona gialla, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Marche, Bolzano, Trento, Veneto. Con l’Rt nazionale a 1,18.

Il governo pensa allora a come ostacolare la quarta ondata, senza rovinare feste ed economia in ripresa. Intanto, ulteriore spinta alla campagna vaccinale. La struttura commissariale, guidata dal generale Figliuolo, vuole che le Regioni nei prossimi giorni portino le somministrazioni a quota 500 mila, in previsione anche dei cali che potrebbero esserci durante le feste.

Bisogna, anche, accelerare sulle terze dosi visto che l’efficacia del vaccino scende al 39% dopo cinque mesi. Intanto, da mercoledì 15 dicembre scatterà l’obbligo vaccino per il personale scolastico e le forze dell’ordine. Non solo più, quindi, per gli operatori sanitari.

Anzi, dalla prossima settimana l’obbligo verrà esteso anche al personale amministrativo degli ospedali e delle cliniche. E il governo è pronto ad estendere l’obbligo ad altre categorie, se questo dovesse aiutare ad aumentare il tasso di vaccinati nel Paese, mettendo in sicurezza i settori più a rischio. Poi, dal 16 dicembre parte la somministrazione del vaccino (non obbligatorio) ai bambini tra 5 e 11 anni.

Chiaramente si valuterà l’andamento della curva epidemiologica e gli effetti che avrà su questa l’estensione dell’obbligo dal 15 dicembre. Dopodiché si deciderà se intervenire ulteriormente. Per esempio, agendo sul super Green pass, sulla sua durata (da 12 mesi a 9 o 6) e sul come averlo.

Al momento a tutti i lavoratori viene richiesto il Green pass base, quindi ottenibile anche solo con il tampone negativo, che però dovrebbe essere solo molecolare. Un’altra ipotesi di cui tanto si sta discutendo in queste ore è quella di valutare delle restrizioni ad hoc per i non vaccinati.

Insomma, se le Regioni dovessero tornare in zona arancione e rossa le restrizioni potrebbe non valere per i vaccinati, che potrebbero continuare a fare una vita “normale”. Ai vaccinati positivi, però, il Green pass è sospeso fino a quando non torneranno negativi.

Con la quarta ondata che sta travolgendo tutta Europa, il governo vorrebbe evitare restrizioni più dure, come sta invece accadendo in altri Paesi europei, Germania, Austria e Olanda in primis. A proposito dei no vax, l’ultimo Report ISS conferma che hanno 16 volte più probabilità di morire rispetto a chi ha fatto tre dosi di vaccino.

 

 

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