Il più antico DNA finora sequenziato era di “soli” 780 mila anni.

 

 

Nella Siberia nordorientale è stato recuperato il DNA di tre mammut estratto dai resti dei loro denti molari. Dall’età dei depositi geologici da dove sono stati rinvenuti i reperti è stato possibile stimare che gli esemplari sono vissuti nel basso e medio Pleistocene.

L’analisi mitocondriale del DNA ha poi inoltre stabilito che due dei ritrovamenti sono più vecchi di un milione di anni, 1,65 e 1,34 per l’esattezza. Il terzo invece ha 870 mila anni.

In teoria il DNA può conservarsi per un tale periodo di tempo, ma finora non era mai stato appurato in pratica. Infatti i ritrovamenti più antichi di DNA erano, fino ad oggi, di 780 mila e 560 mila anni fa.

Dall’analisi del genoma si è potuto stabilire che nel Pleistocene in Siberia c’erano due specie di mammut: il DNA dei due campioni più antichi appartiene al lignaggio che ha dato poi origine ai mammut lanuginosi, mentre quello più recente rappresenta una specie ancora sconosciuta.

Gli scienziati ritengono che il genoma si è quindi diversificato tra i due milioni e mezzo e 1,78 milioni di anni fa, generando poi la specie che ha colonizzato il nord America.

 

 

 

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