Dal Giappone un metodo per ricavare cellule staminali dal sangue degli animali per curarli in modo efficace e sicuro.

 

Una svolta nella veterinaria: anche i cani potranno usufruire in futuro di terapie con le cellule staminali. La scienza nell’ambito delle cure degli animali è progredita parecchio negli ultimi decenni, di pari passo con le innovazioni sviluppate nell’ambito umano. E proprio come la medicina per l’uomo, ha aumentato l’aspettativa di vita canina.

Il risultato è però che anche per i nostri amici a quattro zampe la aumentata longevità li espone a malattie croniche e degenerative. Per noi uno dei rimedi che la scienza ha trovato è la terapia rigenerativa con cellule staminali. Ricordiamo di cosa si tratta: le cellule staminali sono cellule che non si sono ancora differenziate e maturate in cellule specializzate, dette pluripotenti: trapiantandole e controllando la loro differenziazione si possono rigenerare i vari tipi di tessuti danneggiati dalle malattie.

All’Università di Osaka i ricercatori sono riusciti a isolare cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC) dal sangue canino, che possono essere programmate per differenziarsi nelle cellule desiderate tramite l’inserimento di uno specifico codice genetico, detto fattore di trascrizione. In questo modo si ottengono le cellule necessarie per le terapie rigenerative.

Il metodo ha visto l’uso di un vettore virale per inserire il codice genetico nelle cellule, ma con una metodologia che esclude la formazione di tumori quando vengono trapiantate nell’organismo ricevente, uno dei problemi che si possono verificare con questa tecnologia.

Una volta inserito il fattore di trascrizione le cellule sono quindi fatte crescere in un cocktail di molecole preparate apposta per favorire la loro differenziazione.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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