Ecco le principali informazioni per essere aggiornati e sfatare le fake news.

 

 

 

Il 17 marzo u.s. si è tenuto in diretta streaming un Question Time  nel corso del quale 3 eminenti virologi veterinari hanno risposto alle numerose domande che i Medici Veterinari di tutta Italia hanno fatto pervenire alla redazione. Il tema della discussione ha riguardato l’attuale emergenza sanitaria da coronavirus analizzando lo stato dell’arte e le implicazioni in ambito veterinario.

Il Question Time organizzato da EV – Eventi Veterinari – con il supporto di MSD Animal Health ha approfondito il tema dell’emergenza coronavirus in chiave scientifica offrendo un focus specifico sul settore veterinario.

Relatori dell’incontro 3 virologi veterinari: i professori Canio Buonavoglia e Nicola Decaro, docenti di Malattie Infettive degli animali all’Università di Bari, il professore Sergio Rosati,  docente di Malattie Infettive degli animali all’Università di Torino e il dott Paolo Sani, Amministratore Delegato di MSD-Animal Health. Il talk è stato moderato da Enrico Febbo, Direttore editoriale di E.V.

Quali, quindi, i principali punti emersi dalla discussione? Dalla nascita del virus alla questione, tanto dibattuta in queste settimane, se gli animali possano trasmettere e contrarre il virus, dai comportamenti da seguire nel caso in cui un pet owner contragga il virus, alle buone norme da adottare in ambulatorio: ecco le risposte a molte delle domande che tutti si stanno ponendo in queste settimane, dai veterinari ai pet owner!

 

  • Non ci sono evidenze sul fatto che gli animali domestici possano trasmettere il virus;
  • Cani e gatti non rappresentano quindi un pericolo di trasmissione, ma si consiglia comunque di lavarsi sempre le mani dopo ogni contatto con gli animali da compagnia, come buona norma igienica.
  • Nel caso in cui un pet owner risulti positivo al nuovo coronavirus (Sars Cov-2) si consiglia di affidare la gestione dell’animale a un’altra persona. Questo per un semplice principio di cautela e per evitare di contaminare gli oggetti o gli stessi alimenti per animali.
  • Gli alimenti di origine animale non trasmettono il virus. È tuttavia vero che il virus ha una certa persistenza e resistenza sulle superfici ed è quindi in grado di sopravvivere sulle cose inanimate. Anche per questo è consigliato lavarsi frequentemente le mani, usare mascherine e guanti protettivi per ridurre il rischio di contagio attraverso la manipolazione di cose e oggetti contaminati
  • Le principali norme che i Medici Veterinari dovrebbero seguire per evitare il contagio e continuare a svolgere la propria mansione in sicurezza sono: limitare l’attività professionale alle situazioni di emergenza e improcrastinabilità rinviando vaccinazioni, visite di routine , diagnostica e chirurgia non urgenti; indossare dispositivi di protezione (per proteggersi principalmente da possibili proprietari asintomatici); mantenere la distanza di sicurezza dai proprietari; organizzare le visite urgenti in ambulatorio evitando la presenza di più persone in sala d’aspetto; provvedere a una accurata disinfezione l’ambulatorio con opportune soluzioni su base alcoolica efficaci verso il coronavirus.
  • Ma da dove è arrivato questo virus? Si riconduce la nascita del nuovo coronavirus (Sars Cov-2) al pipistrello, animale, che, per sua natura, ha da sempre ospitato tantissimi virus in uno stato di co-evoluzione, per cui ospite e parassita riescono a convivere. Il salto di specie sarebbe arrivato tramite i wet market, tipici dei Paesi asiatici, dove si registra un alto consumo di animali selvatici spesso non conservati in modo idoneo. Dal pipistrello, il virus sarebbe quindi passato a un altro animale ed entrato in contatto con operatori e consumatori dei wet market. L’ipotesi rimane comunque da confermare dalla comunità scientifica.

 

Cani, gatti e tutti gli animali domestici non rappresentano quindi un pericolo e non sussitono prove in merito alla trasmissione del virus uomo-animale e viceversa. “I pet sono le vittime e non il pericolo” – ha affermato il professor Rosati“la capacità che il virus ha sviluppato è di diffondersi nell’uomo e non negli animali domestici”.

 

Seppur si sia registrato il caso di un cane positivo al virus ad Hong Kong, questo non deve preoccuparci: “Si tratta infatti dell’unico caso registrato” – ha commentato il professor Buonavoglia“ed è da sottolineare che la sierologia per la ricerca di anticorpi è risultata negativa. Questo significa che il virus ha avuto una replicazione talmente bassa da non interessare il sistema immunitario e che il cane non ha quindi sviluppato nessun potere di trasmissione”.

 

“Il problema principale” – ha concluso il professor Decaro –  “rimane la trasmissione interumana. Sebbene il virus abbia una certa resistenza sulle superfici, è al contagio tra persone che bisogna prestare maggiore attenzione”

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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