I pazienti sembrano mostrare una tendenza al miglioramento relativamente rapido della funzione neurologica spesso evidenziato entro pochi giorni dall’infusione.

Si chiama Stemirac la terapia sperimentale basata sull’infusione di staminali mesenchimali, un tipo di cellule staminali adulte multipotenti, che in uno studio clinico di fase 2 ha mostrato di poter riparare i danni del midollo lesionato. Siamo soltanto agli inizi, ma vi sono premesse promettenti. Tali da meritare la pubblicazione, dopo attenta revisione indipendente, sulla rivista super specializzata Clinical Neurology and Neurosurgey.

Il trial clinico, condotto in Giappone e negli Stati Uniti, ha coinvolto 13 pazienti con lesioni del midollo spinale che sono stati trattati con un’infusione endovena di cellule staminali mesenchimali derivate dal midollo osseo dei pazienti stessi. Nel complesso, il miglioramento della funzione neurologica è stato registrato in 12 dei 13 pazienti a sei mesi dall’infusione, con miglioramenti funzionali registrati in tutti i pazienti. In seguito all’infusione, inoltre, non sono stati segnalati eventi avversi gravi.

Nonostante si tratti di pochi casi e che lo studio abbia diversi limiti, inclusi quelli di non essere in cieco e non avere un gruppo di controllo, i ricercatori indicano che “le osservazioni forniscono prove a sostegno della fattibilità, sicurezza e miglioramenti funzionali del trattamento con cellule staminali mesenchimali infuse nei pazienti con lesioni del midollo. Questi pazienti sembrano mostrare una tendenza al miglioramento relativamente rapido della funzione neurologica – concludono gli studiosi – spesso evidenziato entro pochi giorni dall’infusione”.

La terapia sperimentale con staminali mesenchimali, cellule in grado di differenziarsi in tipi cellulari diversi e di rigenerare ossa, cartilagini, muscoli o tessuto adiposo, ha fornito una prova di sicurezza e miglioramento funzionale nei pazienti con lesioni al midollo spinale trattati. Da sottolineare: miglioramento funzionale.

“È importante sottolineare che l’infusione può influenzare non solo il sito della lesione, ma anche altre aree del sistema nervoso centrale, inclusi il cervello e i vasi sanguigni” spiegano i ricercatori, sottolineando che rispetto ad altri studi sulle lesioni midollari che hanno valutato l’utilizzo di queste cellule con altre tecniche di iniezione, l’infusione potrebbe avere particolari benefici.

Non è chiaro se sia proprio questa differenza a spiegare i risultati riportati dai pazienti. Più della metà ha mostrato miglioramenti sostanziali nella capacità di camminare o muovere le mani e, in alcuni casi, sono stati osservati miglioramenti graduali su una scala di compromissione standardizzata già un giorno dopo il trattamento, sebbene alcuni casi abbiano richiesto settimane per mostrare progressi nella condizione.

Condizione che rappresenta una delle principali cause di disabilità, oltre ai programmi di riabilitazione fisica intensiva che in alcuni casi possono aiutare a migliorare le capacità funzionali, le opzioni di trattamento sono praticamente inesistenti, ostacolate dall’incapacità del tessuto neurale di rigenerarsi. La possibilità di utilizzare cellule staminali rappresenta quindi una speranza significativa nella ricerca di strategie terapeutiche in grado di riparare i danni del midollo lesionato.

 

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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