Quasi il 40% dei decessi avvenuto in Lombardia in anziani con patologie concomitanti.

 

Dall’inizio dell’emergenza Coronavirus l’età mediana dei pazienti che sono deceduti dopo aver contratto l’infezione da Sars-CoV-2 è sempre stata alta, aggirandosi attorno agli 80 anni. Tuttavia, non sono pochi coloro che sono morti in giovane età dopo essere stati contagiati. Stando ai dati aggiornati al 16 dicembre da Istituto superiore della Sanità e Ministero della Salute, sono 737 i soggetti di età inferiore ai 50 anni che hanno perso la vita a causa di Covid-19, pari cioè all’1,2% dei 63.573 totali conteggiati fino a quel momento.

In particolare, 190 di questi avevano meno di 40 anni e, tranne una ventina di casi, presentavano patologie pregresse, stando a quanto si legge nel nuovo aggiornamento del documento “Caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-CoV-2 in Italia”. Numeri che sono significativi anche se si considera cosa avviene all’estero. Negli Stati Uniti infatti sono stati registrati 12mila morti in più del previsto nella fascia d’età tra i 25 e i 49 anni da marzo a luglio 2020, come ha evidenziato una ricerca del New York Times.

Tornando in Italia, dei 63.573 decessi di persone positive al Coronavirus di cui sono disponibili le informazioni, il 42% riguardava donne e l’età media era 80 anni. Il 37,9% è avvenuto in Lombardia, seguita a distanza dall’Emilia Romagna (10,6%), Piemonte (8,7%) e Veneto (8%). In un campione di quasi 6.000 pazienti di cui è stato possibile osservare la cartella clinica, il numero medio di patologie preesistenti rispetto al contagio era di 3,6, tra cui in primis l’ipertensione, che è stata la condizione cronica più diffusa nelle vittime: era presente in ben il 66% dei deceduti, seguita da diabete (29,2%), cardiopatia ischemica (27%) e demenza (23,2).

Intanto, fanno sapere dall’Iss e dal Ministero, l’epidemia da Covid-19 in Italia è in una “fase decrescente ma rallentata”, con la curva dei nuovi casi che pare si sia assestata ma con un numero ancora troppo alto di decessi. “Dopo una diminuzione della Rt ora abbiamo una sorta alla stabilizzazione, la riduzione è davvero lieve con un lieve incremento dell’Rt che è ora a 0.9. Alcune regioni come Lazio e Lombardia hanno un Rt instabile mentre il Veneto ha un numero di nuovi casi che sembra di nuovo elevato”, ha spiegato il direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza.

L’indice Rt, cioè l’indice di trasmissibilità del contagio da Coronavirus, torna a salire in Italia. È quanto emerge dall’ultimo report settimanale di monitoraggio della situazione epidemiologica nel nostro Paese realizzato da Istituto superiore della Sanità e Ministero della Salute. Su base nazionale, l’indice Rt è così passato dallo 0,86 di 7 giorni fa a 0,90 di oggi, avvicinandosi pericolosamente alla soglia di guardia di 1, che tuttavia è stata superata da due regioni, e cioè Molise e Veneto.

È soprattutto quest’ultima a preoccupare gli esperti. La Regione Veneto ha infatti un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo 2 e si colloca per la terza settimana consecutiva a rischio alto con una incidenza estremamente elevata, con 496 casi per 100mila abitanti, quasi tripla della media nazionale. Pertanto, si legge nel dossier, “nuovamente si esorta ad applicare con urgenza le misure previste per questo livello di rischio nel documento “Prevenzione e risposta a Covid-19”.

Tra le regioni a rischio alto, oltre al Veneto, ci sono anche Liguria, Marche, Puglia, Umbria. Altre 12 Regioni e province autonome sono classificate a rischio moderato, di cui 4, cioè Emilia-Romagna, Molise, PA Trento e Valle d’Aosta, hanno una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese nel caso si mantenga invariata l’attuale trasmissibilità. Quattro regioni, infine, sono classificate a rischio basso. Tredici regioni, inoltre, restano oltre la soglia critica dei ricoveri. “Tale situazione – si legge ancora nel documento – conferma la necessità di mantenere la linea di rigore delle misure di mitigazione adottate nel periodo delle festività natalizie”.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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