Strategia di cura in sperimentazione molto promettente.
Il ministro della Salute Roberto Speranza ha confermato l’arrivo del vaccino anti Covid a fine gennaio, come anticipato già dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri: “Entro la fine di gennaio dovremmo avere le prime dosi del vaccino anti Covid. L’Ema dovrà dare l’autorizzazione ma tutti i dati segnalano che dovremmo averle”, ha spiegato, annunciando anche che “tra qualche settimana dovremmo avere anche un altro strumento: gli anticorpi monoclonali. Sono una realtà italiana molto interessante”.
Che cosa sono gli anticorpi monoclonali
In generale gli anticorpi sono molecole prodotte dal nostro organismo, con il compito di riconoscere i ‘nemici’, come batteri o virus, per permettere al nostro corpo di neutralizzarli. Sul sito dell’Istituto superiore di sanità si legge: “Gli anticorpi monoclonali (MAB) sono molecole prodotte in laboratorio, a partire dai linfociti B estratti dalla milza del topo, e fuse con cellule tumorali del sangue (cellule di mieloma) che hanno la caratteristica di essere immortali”. Vengono impiegati soprattutto per curare i tumori: “I MAB possono essere prodotti in grandi quantità contro gli antigeni derivanti da una serie di malattie infiammatorie, di infezioni e di tumori e sono utilizzati sia per scopi diagnostici, sia per scopi terapeutici. Inoltre, sono impiegati anche per potenziare le difese naturali del corpo”. Questi anticorpi prodotti artificialmente, potrebbero essere impiegati anche per le terapie dei pazienti affetti da Covid-19.
In teoria, ma si dovranno attendere ulteriori verifiche da parte degli scienziati, chi ha contratto l’infezione sviluppa anche anticorpi efficaci contro il virus. Se si riuscisse a identificarli, e poi a riprodurli in laboratorio, trasformandoli in anticorpi monoclonali, tutti uguali fra loro, sarebbe possibile dare a tutti un’arma in più per combattere il virus. Negli Stati Uniti questa strategia è già in sperimentazione.
