La sua superficie è ricoperta di lava e i venti sfrecciano a velocità supersoniche.

 

C’è un pianeta, a 200 anni luce da noi nella costellazione dell’Acquario, sulla cui superficie accadono fenomeni davvero strani: piovono rocce su un suolo di magma battuto da venti a 500 chilometri orari.

Questo scenario degno di un girone dantesco è stato elaborato al computer da scienziati della McGill University, York University, e dell’Indian Institute of Science Education.

Il pianeta, chiamato K2-141b perché scoperto dal telescopio spaziale Kepler, è grande circa una volta e mezzo la Terra ma ha una massa cinque volte superiore e orbita molto vicino alla sua stella madre, a una distanza pari a solo lo 0,7% quella tra la Terra e il Sole.

Quest’ultimo fatto ha come conseguenza che il pianeta rimane gravitazionalmente “bloccato” con due terzi della sua superficie sempre rivolti verso la stella. Così, mentre da una parte della sua superficie vi è una notte perenne con temperature fino a meno duecento gradi, dall’altra, quella sempre esposta alla luce, si arriva a temperature di oltre tremila gradi, che sciolgono le rocce e le fanno addirittura evaporare.

Si crea così un ciclo atmosferico simile a quello dell’acqua sulla Terra, ma che ha come protagonista il magma: questo evapora, sale nell’atmosfera e, trasportato dai forti venti, si sposta nel lato freddo del pianeta, dove condensa e precipita al suolo sotto forma di una pioggia di rocce.

Dai calcoli effettuati dagli scienziati il flusso che riporta il magma nel lato caldo del pianeta (dove poi evapora di nuovo) risulta molto lento e per questo motivo si ritiene che la morfologia della superficie di K2-141b sia in continuo mutamento.

Leggi anche:

Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

Riproduzione riservata (c)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.