L’opinione di Pierluigi Viale direttore dell’unità di Malattie Infettive del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.

 

Quarantena obbligatoria per i positivi abbassata da 14 a 10 giorni e pazienti “liberi” con un solo tampone negativo, quando in precedenza era necessario un doppio tampone. “Finalmente, dopo 10 giorni i tamponi non servono a niente”. Da tempo è quanto sostiene Pierluigi Viale, direttore dell’unità di Malattie Infettive del Policlinico Sant’Orsola di Bologna e direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche presso l’Università di Bologna “Alma Mater Studiorum”.

 

Perché non servono?

“Questa è una cosa ormai condivisa a livello scientifico, per cui sostanzialmente questa evidenza si scontrava con un dispositivo di legge diverso, che prevedeva un doppio tampone. Questa storia del doppio tampone negativo ha costretto a casi di isolamento inutile un sacco di gente che per sua sfortuna aveva queste false positività. Poi il mondo scientifico ha acquisito questa conoscenza – all’inizio naturalmente non lo sapeva nessuno -, l’ha messa sul terreno e il Governo l’ha recepita. Intanto ha dimezzato”.

 

In Germania, i tamponi non sono obbligatori dopo la quarantena, solo per chi ha sperimentato una malattia grave.

“Che uno abbia avuto una malattia grave o una malattia paucisintomatica, il doppio tampone comunque non serve. Quando si deve rispondere di 50-60 milioni di persone probabilmente si tende sempre ad avere un atteggiamento prudente. Comunque va bene così, la strada è quella. Il doppio tampone non serve e quelli che risparmiamo possiamo usarli da altre parti. Adesso facciamo 150mila tamponi al giorno, se riuscissimo a farne 250mila-300mila il sistema ne beneficerebbe”.

 

E i sintomatici che devono avere tre giorni consecutivi senza sintomi prima di sottoporsi al tampone e poter essere “liberati” se negativi?

“Il discorso di fondo è un’evoluzione della malattia favorevole. La negativizzazione della sintomatologia poi varia da persona a persona, dalle co-morbosità eccetera eccetera. Se uno dopo 10 giorni è vivo, mangia, parla e respira, è guarito. E quindi si può liberare. Io avrei fatto una cosa diversa: avrei detto, ‘due settimane e poi tutti fuori’”.

 

E meno giorni di quarantena? Come i sette in Francia?

“Il discorso è questo: la carica virale è diversa in rapporto alla gravità della malattia. Più è grave la malattia, più carica virale hai, quindi è lecito supporre che una persona paucisintomatica o asintomatica perda la carica virale rapidamente. Ci sono due strade: o fai fare 14 giorni a tutti, e dopo basta e sono liberi, oppure fai 7 giorni più i tamponi. Perché ci sono persone che si negativizzano in 7 giorni, e c’è chi si negativizza in 14 giorni. Sette giorni non sono un tempo sufficiente senza tampone”.

 

 

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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