Lo spiega il virologo Fabrizio Pregliasco.

 

“Il nostro processo standard di revisione dei test ha fatto scattare una pausa […]. Si tratta di un’azione di routine che si verifica ogni volta che c’è una potenziale reazione inspiegata in uno dei test”, scrive in un comunicato la società farmaceutica. “Nei test più ampi reazioni possono accadere per caso, ma devono essere valutate con molta attenzione“.

AstraZeneca ha quindi optato autonomamente per la sospensione dei test e ora attenderà ora gli esiti delle verifiche che saranno effettuate da una commissione indipendente.

E il virologo milanese Fabrizio Pregliasco spiega che cosa è successo: “È un’infiammazione del midollo spinale”, la “seria potenziale reazione avversa” manifestata da un paziente inglese che si era sottoposto alla sperimentazione di AstraZeneca. “Non una cosa banale – aggiunge – può comportare conseguenze anche piuttosto pesanti”. Paresi, per esempio, “che potrebbero essere anche temporanee”. Ma si deve stabilire se questa reazione è collegata al vaccino.

“Non è detto, bisogna indagare per capire se c’è o meno una correlazione”, precisa il virologo. Secondo Pregliasco non è detto che questo stop comporterà tempi più lunghi per il vaccino: “Bisogna vedere quanto tempo ci mettono a stabilire se esiste o meno una correlazione tra l’infiammazione del midollo spinale riscontrata nel paziente e il preparato vaccinale somministrato”.

Quanto allo stop, “non bisogna vederlo come un aspetto negativo e preoccupante che segnerà inevitabilmente il fallimento di questo progetto, ma la dimostrazione che c’è grande attenzione a tutti i passaggi della ricerca, anche in questa situazione in cui si vuole velocizzare e ottenere risultati il prima possibile per arrivare al vaccino contro il virus Sars Cov2. Si è parlato poco della fase 4, successiva alle tre alle quali si fa riferimento abitualmente e nella quale i medici devono dire tutto quello che capita durante l’assunzione di un farmaco e, anche in quella fase, si deve esaminare se esiste o meno una correlazione reale tra l’evento riscontrato e da segnalare e la somministrazione del preparato vaccinale”.

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