La strategia messa in atto si è rivelata un disastro.

“Chiudere i confini è ridicolo”, questa l’affermazione fatta al governo svedese, a fine gennaio 2020, da parte dell’epidemiologo Anders Tegnell, l’uomo che ha scelto e imposto la strategia anti-coronavirus della Svezia. Criticato dai colleghi di mezzo mondo, Anders Tegnell puntava (Nature) su un approccio “basato sulla fiducia” nella nazione, nel suo popolo, per affrontare la pandemia. Suo obiettivo: l’”immunità di gregge”, cioè oltre il 60% della popolazione con anticorpi per il coronavirus, che senza lockdown e mascherine obbligatorie, secondo lui sarebbe stato raggiunto a fine maggio.

Così ha lanciato misure volontarie “basate sulla fiducia”: ha consigliato alle persone anziane di evitare i contatti sociali e ha raccomandato alle persone di lavorare da casa, lavarsi le mani regolarmente ed evitare viaggi non essenziali. Ma i confini e le scuole per i minori di 16 anni sono rimasti aperti, così come molte aziende, compresi ristoranti e bar. Obiettivo non sbandierato: tenere in piedi l’economia in un panorama di blocco totale.

In realtà i dati a posteriori hanno bocciato la strategia svedese, sia per l’immunità di gregge, sia per i morti da Covid-19, sia per l’economia. Insomma, un fallimento su tutti i fronti.

Cominciamo dall’economia. Nel secondo trimestre 2020, Il Prodotto interno lordo (Pil) della Svezia ha registrato un calo record dell’8,6% rispetto al trimestre precedente. E un calo dell’8,2% anche su base annua.

Poi i morti, mai così tanti morti da 150 anni. Il Paese, unico in Europa a non mettere in atto un lockdown, ha una mortalità più alta del 10% rispetto ai 5 anni precedenti. Ad aprile era del 40% in più.

Ed ha avuto, quest’anno, il tasso di mortalità più alto degli ultimi 150 anni a causa del Covid-19. Lo afferma, scrive il Guardian, l’ufficio di statistica locale. Il Paese, anche in risposta alle cifre del virus, ha varato solo ora un nuovo sistema di contact tracing, in cui alle persone positive viene chiesto di avvertire i contatti stretti. In totale nei primi sei mesi dell’anno sono morte in Svezia oltre 51 mila persone, il numero più alto dal 1869 quando furono oltre 55 mila.

Le cifre sono molto più alte di quelle dei Paesi confinanti, per esempio la Norvegia che a fronte di una popolazione che è la metà di quella svedese ha avuto solo 260 morti per Covid-19. E riguardo all’economia, la Norvegia che ha applicato chiusura dei confini e lockdown nel secondo trimestre dell’anno ha chiuso con un meno 5%, mentre la Svezia ha appunto registrato un meno 8,6%.

Riguardo al Covid-19 poi i casi confermati totali a fine agosto sono 84 mila, di cui quasi 6 mila morti. E l’”immunità di gregge”? Qui c’è un mistero riguardo al comportamento del nuovo coronavirus. Secondo un’analisi riguardo alla situazione di vari Paesi pubblicata da Lancet, la percentuale di immuni svedese non è molto diversa da quella di altri Paesi. Anzi… Si attesta a poco più del 10% della popolazione. Ma non doveva essere del 60% a fine maggio? Il che potrebbe anche significare che questo virus come quello del raffreddore non lascia a lungo traccia di sé nell’organismo dei colpiti.

 

 

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