È successo a un uomo ad Hong Kong, ma la seconda volta non ha sviluppato sintomi.

 

L’incubo Covid-19 sembra non poter aver ancora fine. Infatti adesso si ha la certezza che ci si può reinfettare col coronavirus: lo riporta il New York Times a proposito di un uomo di Hong Kong, a cui il test ha confermato la reinfezione dopo che era guarito.

Il dipartimento di medicina dell’Università di Hong Kong afferma che il soggetto, di 33 anni, è stato contagiato da due diversi ceppi del coronavirus a distanza di mesi, il secondo dei quali con 24 diversi nucleotidi nella sequenza genetica rispetto al primo.

Gli esperti però assicurano che non deve essere causa d’allarmismo. Il paziente si è ammalato la prima volta il 26 marzo, con sintomi tipici quali tosse, mal di gola, mal di testa e febbre ed è stato ricoverato il 29 dello stesso mese, per poi essere dimesso il 14 aprile, quando è risultato negativo a due test.

Quattro mesi e mezzo più tardi, al ritorno dalla Spagna facendo scalo per l’Inghilterra, l’uomo è risultato positivo al coronavirus al rientro nel suo Paese, il 15 agosto. È stato quindi ricoverato ma non ha mostrato alcun sintomo: “l’immunità sviluppata dopo il primo contagio non è stata sufficiente a bloccare la reinfezione, ma ha protetto il soggetto dalla malattia” scrivono i medici.

Questo caso per gli esperti è importante in quanto ci dice che l’immunità di gregge non protegge dalla reinfezione, ma è possibile che i sintomi della seconda infezione siano molto più lievi. Anche per quanto riguarda gli studi sul vaccino, che dovrebbero quindi includere anche persone guarite dal Covid-19 per capire quanto dura l’efficacia.

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Foto crediti: Envato Elelents (ove non diversamente specificato)

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