L’astro aveva iniziato l’anno scorso a diminuire improvvisamente e inspiegabilmente la sua luminosità. Ora sappiamo perché.

 

Nella costellazione di Orione, ben visibile dall’inverno alla primavera, spiccano due stelle molto luminose: Rigel, di colore blu, e Betelgeuse, che invece brilla di arancione intenso.

Questa colorazione è dovuta alla fase che la stella sta attraversando, quella di gigante rossa, che l’ha portata a gonfiarsi enormemente (se fosse al posto del Sole la sua superficie raggiungerebbe Giove) prima di una imminente esplosione che decreterà la fine della sua esistenza.

Ma a partire da ottobre dello scorso anno, fino a febbraio del 2020, gli astronomi hanno osservato una strana e inspiegabile variazione della sua luminosità, calata addirittura di un terzo. Questo fenomeno non ha a che vedere con la catastrofica fine dell’astro ed è stato quindi catalogato come un misterioso comportamento mai osservato prima su tale stella.

Per risolvere l’enigma gli astronomi si sono affidati alle osservazioni del telescopio spaziale Hubble, che ha tenuto d’occhio Betelgeuse all’inizio e fine del 2019 e quest’anno. Grazie alle immagini riprese dallo spettrografo del telescopio nell’ultravioletto è stato quindi possibile vedere ciò che la luce visibile non mostra e cioè gli strati più caldi sopra la superficie della stella, che emettono appunto intensamente radiazione ultravioletta.

Dall’analisi di queste osservazioni è emerso che ingenti quantità di materiale si sono spostate dalla superficie dell’astro nell’atmosfera stellare, dove si sono raffreddate e condensate in polveri. La presenza di queste particelle ha quindi offuscato la luce della stella, risultando nel calo di luminosità osservato. Mistero risolto.

Poiché Betelgeuse dista da noi più di 700 anni luce, il fenomeno si è verificato più o meno all’epoca in cui Dante scriveva la Commedia, ma la luce ha impiegato più di sette secoli prima di giungere sulla Terra e mostrarci questo inusuale evento.

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