Il 93% dei pazienti con linfoma follicolare e linfoma della zona marginale recidivanti o refrattari ha risposto a una singola infusione di axicabtagene ciloleucel.
Kite, società del gruppo Gilead, ha annunciato oggi i risultati di un’analisi intermedia dello ZUMA-5, studio globale di fase II, multicentrico, a singolo braccio e in aperto che valuta axicabtagene ciloleucel in pazienti adulti con linfoma non-Hodgkin (NHL) indolente (a crescita lenta) recidivante o refrattario dopo almeno due precedenti linee di terapia. Dopo una singola infusione, il 93% dei pazienti (n = 96 valutabili per l’efficacia) ha risposto alla terapia, risposta che è stata completa (CR, complete response) per l’80%, come valutato da un comitato di revisione indipendente. I dati sono stati presentati in una sessione orale (abstract #8008) dell’Annual Meeting 2020 della American Society of Clinical Oncology (ASCO), in corso da oggi al 31 maggio.
In attesa dei risultati dell’analisi primaria a 12 mesi, Kite prevede di presentare alla Food and Drug Administration statunitense (FDA) una domanda di registrazione per sostanze biologiche supplementare (sBLA, supplemental Biologics License Application) entro la fine dell’anno, finalizzata all’estensione delle indicazioni di axicabtagene ciloleucel attualmente autorizzate.
Axicabtagene ciloleucel ha ottenuto dalla FDA la “designazione di terapia fortemente innovativa” (BTD, Breakthrough Therapy Designation) per il linfoma follicolare (LF) o il linfoma della zona marginale (MZL, marginal zone lymphoma) recidivanti o refrattari (due tipi di NHL indolente), dopo almeno due precedenti terapie. In caso di approvazione, axicabtagene ciloleucel diventerebbe la prima e unica terapia cellulare con recettore antigenico chimerico delle cellule T (CAR-T) approvata per il trattamento di NHL indolenti recidivanti o refrattari.
“Lo scenario delle malattie onco-ematologiche sta subendo un’importante rivoluzione. I dati dell’analisi intermedia dello studio ZUMA-5 sono molto incoraggianti e promettenti come dimostrato dall’elevato tasso di risposta globale e dai tassi di risposta completa. Pazienti che soffrono di alcuni linfomi non Hodgkin indolenti, come il linfoma follicolare, che sono maggiormente soggetti a recidive e hanno una maggiore probabilità di sviluppare la malattia in forma più aggressiva nel corso del tempo oggi possono contare una diversa opzione di trattamento”, ha affermato Pier Luigi Zinzani, Professore Ordinario di Ematologia presso l’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli”, Università di Bologna”.
Il 95% dei pazienti con LF recidivante o refrattario (n = 80) che avevano ricevuto almeno due precedenti linee di terapia sistemica ha risposto a axicabtagene ciloleucel, ivi incluso l’81% dei pazienti che avevano ottenuto una risposta completa e il 68% dei pazienti con una risposta in corso dopo un follow-up di almeno nove mesi, come da valutazione di un comitato di revisione indipendente. Dei pazienti con MZL recidivante o refrattario (n = 16), l’81% ha risposto a axicabtagene ciloleucel, e il 75% ha ottenuto una risposta completa dopo almeno un mese di follow-up, come da valutazione di un comitato di revisione indipendente. Con un follow-up mediano di 15,3 mesi su tutti i pazienti, la durata mediana della risposta (DOR, duration of response) è stata di 20,8 mesi, la sopravvivenza libera da progressione di malattia mediana (PFS, progression-free survival) è stata di 23,5 mesi e la sopravvivenza globale mediana (OS, overall survival) non è stata raggiunta.
Nell’analisi di sicurezza di 140 pazienti con LF o MZL trattati, si sono verificati sindrome da rilascio di citochine (CRS, cytokine release syndrome) di grado 3 o superiore ed eventi neurologici rispettivamente nell’8% e nel 17% dei pazienti. Ci sono stati due eventi avversi di grado 5 in pazienti con LF, incluso un paziente con insufficienza d’organo multisistemica nel contesto della CRS correlata al trattamento con axicabtagene ciloleucel e un paziente con dissezione aortica non correlata al trattamento con axicabtagene ciloleucel. L’analisi primaria con 12 mesi di follow-up è tuttora in corso.
“Axicabtagene ciloleucel sta migliorando in modo significativo gli esiti per i pazienti affetti da alcuni tumori recidivanti e refrattari, come il linfoma diffuso a grandi cellule B”, ha dichiarato Ken Takeshita, MD, Global Head of Clinical Development presso Kite. “Questi risultati dello studio clinico ZUMA-5 supportano la nostra valutazione secondo la quale la nostra terapia CAR-T ha il potenziale per fornire benefici nel linfoma non Hodgkin indolente; siamo, pertanto, impazienti di condividere, nel corso di quest’anno, i risultati dell’analisi primaria condotta in pazienti con malattia recidivante o refrattaria”.
Axicabtagene ciloleucel non è stato approvato da alcuna Autorità Regolatoria per il trattamento del linfoma non Hodgkin indolente, inclusi il linfoma follicolare o il linfoma della zona marginale. La sua sicurezza ed efficacia in questi linfomi non sono state ancora stabilite.
Il linfoma non Hodgkin indolente
Il linfoma follicolare (LF) e il linfoma della zona marginale (MZL) sono entrambi forme di linfoma non Hodgkin indolente (iNHL) in cui i tumori maligni crescono lentamente, ma possono diventare più aggressivi nel corso del tempo.
Il LF è la forma più comune di linfoma indolente, nonché il secondo tipo più comune di linfoma a livello globale. Rappresenta circa il 22% di tutti i linfomi diagnosticati in tutto il mondo. Il MZL è il terzo linfoma più comune, e rappresenta dall’8 al 12% di tutti i NHL a cellule B.
Nonostante i progressi nella gestione e i sostanziali miglioramenti nella sopravvivenza a lungo termine, i pazienti con LF hanno esiti diversi. Attualmente, non esistono standard di trattamento per il LF recidivante/refrattario dopo due o più linee di terapia, ed esistono opzioni limitate per il trattamento del MZL recidivante o refrattario.
Lo studio clinico ZUMA-5
ZUMA-5 è uno studio di fase II a singolo braccio, multicentrico, in aperto che mira ad arruolare fino a 160 pazienti adulti (età ≥18 anni) con iNHL recidivante o refrattario di sottotipo linfoma follicolare (LF) o linfoma della zona marginale (MZL) che hanno ricevuto almeno due precedenti linee di terapia sistemica, incluso un anticorpo monoclonale anti-CD20 combinato con un agente alchilante. L’obiettivo dello studio è quello di valutare l’efficacia e la sicurezza di una singola infusione di Yescarta in questa popolazione di pazienti. L’endpoint primario dello studio è il tasso di risposta obiettiva (ORR, objective response rate) valutato da un comitato di revisione indipendente in base alla classificazione di Lugano del 2014. Gli endpoint secondari includono il tasso di CR e i valori di DOR, PFS e OS, la sicurezza, e i livelli di cellule CAR-T e di citochine. Lo studio è tuttora in corso.
